Il Redentore: la “montagna di casa”

Il Golfo visto dall'alto
Il Golfo visto dall’alto

Il Redentore è l’elemento caratteristico dello skyline del Golfo di Gaeta: uno skyline che è montano, ma anche marino. Abituarsi ad un tale scenario e alla sua bellezza può indurti a pensare che abbia persino dei lati negativi; così, ogni volta che ti vengono a trovare amici o parenti che ti chiedono “mi porti lassù?”, tu, in un primo momento, pensi: “di nuovo sul Redentore???”
Poi, inizi a spiegare loro che quella guglia è una statua del Cristo Redentore risalente all’anno 1900, e che nel ventre della roccia su cui poggia è ricavato un eremo rupestre risalente all’VIII-IX secolo d. C. A quel punto diventa impossibile anche per te trattenerti dalla voglia di ritornare lassù, per l’ennesima volta, desideroso di mostrare ai tuoi ospiti quanto sono belle le tue montagne e il Golfo su cui si stagliano!

Che la montagna regali cose nuove tutte e tutte le volte che si percorrono i suoi sentieri, anche gli stessi sentieri, è cosa ormai risaputa; la salita al Redentore dal rifugio di Pornito non fa certo eccezione, anzi! E’ una stra-classica degli Aurunci, un po’ la “montagna di casa”. E anche stavolta, per la meraviglia non solo di chi ci saliva la prima volta, ma anche dei “veterani”, c’è stato più di un motivo per essere felici di questa escursione.

La chiesa nella roccia
La chiesa nella roccia

Il cielo marmoreo ha fatto da scenografia ad una veduta stupenda e limpidissima, che sconfinava fino al Vesuvio e ai piccoli arcipelaghi tirrenici di queste latitudini. Un contraltare a tanta bellezza erano purtroppo i colori marrone e cenere di parte della montagna, ricordo di vigliacchi ed assurdi incendi che hanno imperversato fino a poche settimane or sono. Mucche placide brucavano l’erbetta fresca, spuntata da queste pendenze bruciate…

Sguardo sul Golfo
Sguardo sul Golfo

Abbiamo osservato vari rapaci volteggiare su di noi. Si deve essere sempre abbastanza cauti ed accertarsi che le ali non battano troppo frequentemente, se non si vuole confondere una cornacchia per un’aquila! Ma stavolta, considerate anche le dimensioni, si è forse potuta ammirare una poiana.

Volto misterioso (1)
Volto misterioso (1)

Foto di rito ed entusiasmo, tanto alla chiesetta di San Michele, quanto in vetta. Siamo poi ridiscesi con calma, e abbiamo notato da lontano che alcuni “tipici” esseri fatati aurunci erano intenti a guardare lontano, verso il mare: pietre a forma di volto, profilo di naso, bocca, occhi… scherzi frequenti dell’arte carsica che quassù dà libero sfogo al suo estro.

Volto misterioso (2)
Volto misterioso (2) e corvo reale

Poi, un altro imponente rapace che volteggia al cospetto dell’imponente Roccia Laolatra: “ma sarà un corvo!” Sì, è proprio un corvo, ma talmente grande nella sua apertura alare che non può che essere un uccello qualunque, ma un corvo reale!

Alla prossima!
Alla prossima!

Stesso sentiero, tante e tante emozioni nuove e diverse: alla prossima, Redentore!

2 thoughts on “Il Redentore: la “montagna di casa””

  1. Bellissima escursione, sono anni che mi riprometto di farla ma per un motivo o per l’altro non trovo mai l’occasione (e la compagnia) giusta… Volendo allungare un po’ il giro, sai se esiste un sentiero o altra strada che permette di raggiungere il rifugio Pornito a piedi direttamente da Maranola??? Grazie in anticipo e buona giornata 😉

    1. Ciao Giorgia! Esiste, è lo stesso percorso che fanno i pellegrini quando portano la statua di San Michele fino all’eremo: coincide in parte con la strada asfaltata (che sale fino a Pornito e poi prosegue come sterrata) e poi diventa sentiero che interseca più volte sempre la stessa strada.
      Fatti sentire se vieni da queste parti!

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