Il Parco dell’Appia Antica e la Caffarella

La meraviglia della Regina Viarum

Tornare al Parco dell’Appia Antica e alla Caffarella è stata la realizzazione di una promessa fatta a noi stessi vari anni fa: “ci dobbiamo tornare in bici!”

E ci siamo tornati, tutti insieme, in bici, per attraversare quanto più possibile di questo Parco unico al mondo, la punta di diamante del sistema dei Parchi di Roma, un connubio di bellezze archeologiche incomparabili, natura e città.

Innanzitutto, anche se non avete una bici vostra, o non avete modo di portarla con voi fino al cuore di Roma, no problem! Si può agevolmente prenotare e noleggiare una bicicletta online, prelevarla comodamente in loco e scorrazzare in libertà: andate su questa pagina del Parco Regionale dell’Appia Antica e troverete tutte le info che vi servono. Inoltre, all’Eco Bike di Roma a pochi passi dalla sede dell’Ente Parco, grazie alla preparazione e alla gentilezza del personale, si possono trovare tutte le informazioni che sono necessarie per l’escursione, oltre a vario materiale informativo.

Seguendo i consigli avuti, abbiamo optato per un’escursione che ci permettesse dapprima di attraversare il sorprendente polmone verde della Caffarella, proprio alle spalle della chiesa del Domine Quo Vadis (a sua volta quasi di fronte all’Eco Bike), per poi continuare lungo il basolato dell’Appia Antica.

Così, in un batter d’occhio, ci si lascia per incanto alle spalle il traffico dell’Appia “motorizzata” e ci si ritrova in piena campagna… nel cuore di Roma! Si entra attraverso il cancelletto del Parco e lungo la sterrata si incontra anche il recinto di una fattoria didattica: galline, pavoni, caprette, perfino un lama per la gioia dei bambini! Proseguendo, abbiamo fatto tappa al Casale dell’Ex Mulino, tenuto aperto dai volontari del Servizio Civile del Parco, e oggi utilizzato come centro visita. Il mulino al suo interno è restaurato ed è presente anche un percorso sensoriale. Di fianco al mulino vi è il tempio del Dio Redicolo.

La Villa dei Quintili
Sul basolato dell’Appia Antica

Proseguendo, la valle della Caffarella si apre in tutto il suo splendore di primavera: è un brulicare di persone, in gran parte romani, che non perdono l’occasione di una bella giornata di weekend per godersi questa meravigliosa area verde!

Facciamo una deviazione per il Ninfeo di Egeria, e proseguiamo poi nei pressi del Bosco Sacro per sbucare all’incrocio tra via dell’Almone e l’Appia Pignatelli. Con attenzione (anche perché non sarebbe presente l’attraversamento pedonale in corrispondenza del semaforo) riusciamo a passare dall’altra parte, per via Cecilia Metella. Siccome anche questa strada è aperta al traffico, sebbene non frequentatissima dalle auto, preferiamo proseguire spingendo la bici. Lo stridio degli uccelli fa meraviglia; ancora di più quando, naso all’insù, ci accorgiamo che si tratta di colorati pappagalli!

PercorsoDall'Eco Bike alla Villa dei Quintili passando per la Caffarella e via C. Metella
Distanza16,3 km A/R
TempiOltre 5 ore
Dislivello165 m in saliscendi
NoteIl percorso è stato effettuato in bici. Adatto anche ai bambini. Attenzione al tratto con traffico veicolare
RistoriPresenti all'inizio del sentiero.

Ancora pochi passi e arriviamo sull’Appia Antica, il cuore del Parco, la Regina Viarum. Pini e cipressi fanno da cornice a uno scenario stupendo, suggestivo, unico al mondo. Qui l’escursione ciclistica prosegue in un’atmosfera di quiete che non è minimamente scalfita dai gruppi di discreti turisti che passeggiano o pedalano sul basolato; quando quest’ultimo è troppo sconnesso, utilizziamo i sentieri laterali, per un piacevole su e giù.

Pedaleremmo in maniera indefinita, ma c’è anche il ritorno e ci sono i nostri muscoli per la verità poco allenati, per cui ci poniamo come obiettivo la Villa dei Quintili. Beh, diciamo che quest’ultimo comprensorio archeologico meriterebbe una visita a sé stante, tanto è immenso e meraviglioso. A piedi, arriviamo fino all’altra entrata sull’Appia Nuova, tra prati colmi di margheritine e varcando il ponticello sul torrente Almone.

La Caffarella

L’Almone, un po’ più grande, lo ritroviamo al ritorno, quando alla Caffarella decidiamo di non ripercorrere totalmente il cammino dell’andata. Con vari saliscendi si giunge al Casale della Vaccareccia: una fattoria con gregge di pecore e cane da pastore in piena città! Si varca nuovamente l’Almone (ma che fine fa questo fiume fuori dal Parco? Sicuramente tombinato…) e pian piano si rientra, non senza tappa alla fattoria didattica.

Una bellissima variazione tra le montagne, il Parco dell’Appia Antica dà l’occasione di passare davvero una giornata diversa e spensierata.