Il Museo di Oetzi

Ecco a voi Oetzi!
Ecco a voi Oetzi!

Quando ne riparliamo tra di noi, chiamiamo il Museo Archeologico dell’Alto Adige, semplicemente, “Il Museo di Oetzi”. Già, tutto ruota attorno alla ormai mitica figura della “Mummia del Similaun” in quel museo; ma questa non vuole assolutamente essere una critica! Al contrario, il museo è ben congegnato e, come sempre accade per le strutture turistiche, culturali e collettive sudtirolesi, pone al suo centro tanto l’adulto quanto il bambino: solo quando la godibilità di uno spazio è contemplata e resa possibile per i più piccoli, la sua fruibilità è davvero per tutti.

Un consiglio pratico importante per visitare il Museo è quello di prenotare ed acquistare in anticipo il biglietto d’ingresso, per evitare la fila che sicuramente troverete, soprattutto se in stagione turistica, anche durante la settimana.

L’allestimento del museo rapisce immediatamente l’attenzione e la curiosità dei più piccoli, ma intriga anche gli adulti. Se la scoperta del corpo di Oetzi avvenne in maniera assolutamente casuale, successivamente le ulteriori scoperte, di carattere storico e scientifico, si sono succedute con una velocità sorprendente! In effetti, gli scopritori, due escursionisti, credettero di aver trovato il cadavere di un altro frequentatore della montagna, perito sul ghiacciaio alcuni decenni prima. Furono i due alpinisti Messner e Kammerlander a sostenere che, invece, si trattava di un ritrovamento sensazionale, ossia dei resti di un uomo vissuto nell’Età del Bronzo; ulteriori esami retrodatarono con certezza l’epoca addirittura all’Età del Rame, ossia a più di 5000 anni fa.

Uno dei pannelli interattivi
Uno dei pannelli interattivi

Avvalendosi di tecnologie sofisticatissime, altre importanti scoperte hanno arricchito il ritrovamento nel giro di brevissimo tempo, fino a giungere alla conclusione che il povero Oetzi non sia morto assolutamente di morte naturale, ma stesse probabilmente scappando da un aggressore, e che questi lo abbia colpito con una freccia alle spalle. Interessantissimi i vari pannelli esplicativi e interattivi, anche a portata di bimbo; è anche possibile toccare con le proprie mani alcuni dei materiali di cui era fatta la pelliccia del nostro progenitore alpino e perfino provarsi la mantella e il cappello! Suggestiva è sicuramente la vista della “mummia” vera e propria, attraverso una piccola finestrella: il corpo di Oetzi è infatti conservato a -6°C per permetterne la conservazione.

Ghiacciai e parcheggi...
Ghiacciai e parcheggi…

Bello è l’allestimento della mostra temporanea “Frozen Stories”, avente per tema i ghiacciai e le glaciazioni: siamo o non siamo a casa dell’”Uomo dei Ghiacci”? Sempre presente, soprattutto in questi anni di ricorrenza, il tema della Grande Guerra, combattuta al freddo di queste montagne del nord-est italiano. Viene anche trattato l’aspetto inerente lo scioglimento che le riserve di ghiaccio alpino hanno purtroppo subito nell’ultimo periodo.IMG_5035

Bolzano offre molto da vedere, c’è solo la necessità di scegliere in base al tempo che si ha a disposizione. Dopo il Museo Archeologico ci siamo diretti a San Firmian per visitare uno dei sei Musei della Montagna di Reinhold Messner, il primo nonché punto nodale del sistema museale ideato e realizzato dal famoso alpinista altoatesino.

Il Messner Mountain Museum di San Firmian
Il Messner Mountain Museum di San Firmian

Il luogo, un castello-fortezza imponente, è molto suggestivo; diciamo che il museo non è molto indicato per le famiglie con il passeggino o con bambini molto piccoli, data la sua struttura tutt’altro che priva di barriere architettoniche e la presenza di lunghi camminamenti e scale (spesso tortuose e a chiocciola). E’ tuttavia interessante osservare la collezione allestita, che mette insieme vari elementi provenienti da diverse culture montane sparse per il mondo e che cerca di valorizzare al meglio il fascino di San Firmian, a guardia della capitale sudtirolese. L’impressione che abbiamo avuto è che, forse, per apprezzare al meglio la singolarità del castello-museo bolzanino, sia necessario proseguire nella visita degli altri Musei della Montagna (o per lo meno di alcuni di essi). Ma questo, per noi, avverrà in futuro…

2 thoughts on “Il Museo di Oetzi”

  1. Sai che in Val Senales (la zona in cui fu rinvenuta la mummia) c’è proprio un parco dedicato ad Oetzi (http://www.archeoparc.it/index_it.htm), in cui oltre ad un piccolo museo è stato ricostruito anche un antico villaggio preistorico con tanto di capanne in legno dove assistere alla macinazione dei cereali, alla cottura del pane e ad altre attività così come avvenivano 5.000 anni fa??? Sarebbe stato bello unire le due visite, quella al museo di Bolzano e quella all’Archeopark, pensa che divertimento per i bambini (peccato non siano così vicini)!

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