Il Museo Archeologico di Teano

L'interno del Museo
L’interno del Museo

A Pasquetta maltempo? Che novità! Dopo una serie ininterrotta di weekend con maltempo, abbiamo deciso di uscire comunque, anche se non si poteva andare in montagna. Il Museo Archeologico di Teano (Teanum Sidicinum) da ripiego si è trasformato in una bella sorpresa, uno scrigno di tesori custodito da una sottovalutata Campania settentrionale.

Il borgo medievale era semi-deserto, complice una giornata che sembrava uscita direttamente dal cuore dell’inverno. Abbiamo subito trovato il museo, custodito in un edificio all’interno del quale trionfano volte gotiche a sesto acuto. L’ingresso è gratuito (e questo per me non è tanto giusto, ma io non faccio testo: la gente in genere protesta perché paga, io perché non pago – nei piccoli musei!), ma subito i numerosi pannelli esplicativi e le ricche teche testimoniano l’importanza dell’allestimento e di quella che era l’antica città. Le vetrine sono colme di oggetti votivi, di monete, di vasi. Tutte cose che, quasi inaspettatamente, riescono a stimolare la curiosità anche dei visitatori più piccoli: “Papà, ma questo cos’è? Questo a cosa serve? Queste teste cosa sono?” E magari, una volta tornati a casa, se qualcuno chiederà loro “cosa hai visto?” la risposta potrebbe anche essere “un sacco di cose rotte!”

Guardando "un sacco di cose rotte"
Guardando “un sacco di cose rotte”

Proseguendo la visita, ci si accorge che si sta camminando su antiche costruzioni della vecchia Teanum Sidicinum! Il centro medievale solo in parte è situato sull’antica posizione della città romana e pre-romana. Così, parlando con il custode, vengo a scopire che Teanum Sidicinum, nel momento di massima espansione, contava circa 50.000 abitanti (un’enormità all’epoca) e che da visitare, appena fuori dall’attuale centro, c’è pure un teatro romano che aveva una capienza di circa 10.000 spettatori (anche questa un’enormità: la capienza dei teatri è uno degli indici della popolazione cittadina durante l’epoca romana). Inoltre, la chiesa di S. Paride, non lontana dal teatro, è costruita sopra un antico tempio e custodisce tuttora l’antica fonte consacrata agli dei.

Ruderi dell'antica città
Ruderi dell’antica città

Tutte ragioni più che buone per tornare a Teano un’altra volta, e visitare queste cose che ancora ci mancano da vedere (includendo magari anche il Museo del Risorgimento): possibilmente durante una giornata meno fredda e più primaverile.