Il fiume Merse e il ponte che non c’è

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La radura verso il fiume

L’escursione al fiume Merse da Monticiano potrebbe essere considerata, per chi scrive, la cronaca di un insuccesso. Invece, è stata un’ulteriore dimostrazione del fatto che, se in un’escursione è importante la Meta, lo è ancora di più ciò che si incontra e si vede durante il Percorso, con i piccoli, grandi regali che quest’ultimo ti può riservare.

Caratteristiche – L’escursione parte da Monticiano: non è molto difficile trovare l’inizio del sentiero, giacché fin dall’entrata in paese sono evidenti le indicazioni per l’abbazia di San Galgano, con l’iconcina dell’escursionista a piedi. Già, la meta originaria dell’escursione avrebbe dovuto essere proprio lo stupendo complesso abbaziale, che sorge dall’altra parte del Merse. La distruzione del ponte in legno sul corso d’acqua, tuttavia, ha reso impossibile il raggiungimento a piedi del monumento, e ci ha obbligati a ripiegare su un andata-ritorno per il fiume stesso. L’escursione offre comunque sorprese e spunti interessanti, mentre a San Galgano si può andare in auto, in pochi minuti da Monticiano.

L’inizio del sentiero, come si diceva, è agevolmente individuabile, in quanto indicato dalla segnaletica, che si accompagna a quella delle corse per cavalli. L’auto può essere lasciata nella parte alta del paese, fuori dal centro storico, nelle adiacenze di un plesso scolastico. Da là comincia l’escursione, chiaramente segnalata anche da cartelli in legno. Il sentiero non presenta particolari difficoltà: è lungo circa 4,2 km a/r, con tempi di percorrenza di circa 1 h 30/40 min. a/r. Si parte da 370 m slm per scendere a circa 270 m in riva al fiume, con discesa/ascesa di 100 m in tutto.

Come arrivare – Monticiano è raggiungibile, sia da nord che da sud, attraverso la S. S. 223, a cui è collegato dalla Strada Provinciale delle Pinete; questa attraversa in salita una zona boscosa, lambisce la frazione di San Lorenzo a Merse, e giunge a Monticiano.

L’escursione – Si svolge nel tratto iniziale su una sterrata che esce dal centro abitato; il primo elemento di interesse, soprattutto per i bambini, è rappresentato dalla pista per le corse dei cavalli. Siamo passati mentre era in corso una gara: molte persone presenti e molti animali, aspetto che ha eccitato il piccolo. Lo stesso sentiero era utilizzato da alcuni cavalli, tenuti per le briglie dai loro padroni, presumibilmente in attesa della prossima gara.

ItinerarioInizio nei pressi dell'ippodromo, indicato da segnali
Lunghezza2,1 km
Dislivello100 m in discesa (da 370 a 270 m circa)
TempiUn'ora
Punti di ristoroPresenti in paese
Elementi di interesse per bambiniL'ippodromo all'inizio; il fiume e l'ambiente umido (anfibi) nella parte finale
Possibilità uso passegginoLimitatamente al tratto di sterrata iniziale, adiacente all'ippodromo

Il sentiero prosegue sempre su sterrata in zona più aperta, e poi, subito dopo, più boscosa. Il bosco è inizialmente a prevalenza di castagno; vi sono intersezioni con altri percorsi, che vengono incrociati un paio di volte: occorre proseguire dritti, con il cammino che devia verso sinistra.

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Il Merse con i resti del ponte in legno

Scendendo dolcemente, la vegetazione cambia gradualmente, divenendo più varia e ariosa: prima un gruppo di pioppi, a testimonianza del fatto che si sta entrando in un ambiente più umido, poi lo scenario si apre a poco a poco; si incontrano anche alcune panche con tavolacci. Si inizia a sentire lo scrosciare del Merse; da uno slargo si riescono a intravedere in lontananza il retro dell’abbazia di San Galgano con l’eremo di Montesiepi sul poggio vicino.

Purtroppo, come già si è anticipato, noi non siamo riusciti a raggiungerli attraverso questo sentiero. Giungendo ad una bellissima radura, in corrispondenza di una svolta verso destra dell’itinerario, ci accorgiamo che percorrendo il prato si giunge al Merse: il terreno qui rivela il ristagno di alcune pozze d’acqua. Con attenzione, evitiamo di bagnarci i piedi o di infangarci eccessivamente, e procediamo verso il fiume. La delusione è stata grande quando ci siamo accorti che il ponte in legno era stato spazzato via, presumibilmente dalle piene dell’inverno appena conclusosi: pensare che San Galgano, sebbene non visibile per via della fitta vegetazione che circonda il fiume, è a un tiro di sasso da quel punto! Ovvio che sarebbe bastato chiamare prima l’ufficio informazioni per chiedere prima dell’escursione, ma non ci avevo sinceramente pensato, credendo che il ponte fosse una costruzione abbastanza solida.

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Una sorpresa sulla via del ritorno

Nel fare marcia indietro ci imbattiamo nuovamente nelle pozze del prato, ai margini del sentiero: già dalla prima di esse notiamo strani movimenti di piccoli esseri. Decine di rane, perfettamente mimetizzate nell’erba, si tuffano a ripetizione nell’acqua, spaventate dal nostro passaggio. Ci siamo fermati, cercando di fare silenzio, nonostante l’eccitazione del bimbo nello zaino: in realtà anche noi adulti ci siamo emozionati ad osservare questo piccolo spettacolo. La natura non ci ha permesso di concludere l’escursione, ma ci ha regalato altre sensazioni, altrettanto preziose di quelle che avremmo provato nell’attraversare il campo di grano che separa il Merse da San Galgano.

Per lo stesso percorso dell’andata, stavolta in lieve salita, abbiamo riguadagnato Monticiano, ammirando nuovamente la foresta, i campi coltivati ai margini del paese, i pochi cavalli che erano rimasti all’ippodromo dopo le gare. Contenti, siamo tornati all’auto, diretti a San Galgano.

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