Il Gran Cono del Vesuvio

La magnificenza del cratere
La magnificenza del cratere

La salita al Gran Cono del Vesuvio è un’escursione emozionante, accessibile a tutti, con tantissimi elementi di interesse, sia per i più piccoli (cosa potrebbe esserci di più curioso e stimolante per loro di camminare sul Vulcano più famoso del mondo?) sia per i più grandi (la vista che spazia dal Golfo di Salerno al Circeo è qualcosa di impagabile).

Certo, c’è molta gente, nei giorni di festa è strapieno di turisti e la situazione può davvero essere caotica… ma, credetemi, alla fine, salire fino al bordo del cratere con vostro figlio, soprattutto se questi non ha mai visto un vulcano dal vero, può davvero essere qualcosa di eccezionale e regalarvi degli attimi di felicità pura! Poi, anche la presenza di turisti può rappresentare quel tocco di clima vacanziero che rende l’escursione ancora più insolita.

Come dicevo, il sentiero è adatto a tutti: corrispondente al Sentiero n. 5 del Parco Nazionale del Vesuvio, lo si può percorrere anche con bambini alle prime armi, magari aiutandoli di tanto in tanto, prendendoli in braccio o sulle spalle: il dislivello è contenuto entro i 180 metri e, partendo dal Piazzale di Quota 1000, si può arrivare alla Capannuccia a quota 1170 in poco più di un’ora. Non è possibile, data la particolarità del luogo, raggiungere il punto più alto del Vesuvio (1281 m), sul quale si possono recare solo i ricercatori e le persone autorizzate. L’escursione è lunga circa 1600 metri: diciamo che in tre ore si può andare e tornare, ma certamente ci metterete di più, perché non vi stancherete mai di ammirare il cratere e il panorama! Al Piazzale di Quota 1000, all’imbocco del sentiero, adiacente al casotto per la vendita di souvenir, vi è anche la biglietteria. Il biglietto a prezzo pieno costa 10 euro: leggermente salato, ma vi ripagherete ogni singolo centesimo!

Il Monte Somma e la Valle del Gigante
Il Monte Somma e la Valle del Gigante

Appena varcato il chiosco, inizia la salita: in effetti il dislivello è concentrato tutto nel primo tratto, ma la presenza di quattro curve a gomito fa sì che la ripidezza non sia mai esagerata. Man mano che si sale, ci si lascia il caos del Piazzale alle spalle, sempre più in basso e, incrociando turisti che scendono, si procede spesso insieme a quelli che salgono, provenienti da tutto il mondo. Ma è ciò che offre l’escursione che attira maggiormente l’attenzione, dato che lo scenario diventa sempre più spettacolare e interessante. Imponente, domina una parte della vista il “gemello” del Vesuvio, ossia il Monte Somma: lo si può ammirare già giungendo in auto al Piazzale. Leggermente più basso del Cratere, in realtà il Somma è a sua volta un grande vulcano, che oggi assume la forma di una enorme cresta di roccia bruna, a strapiombo sulla Valle del Gigante. Quest’ultima altro non è che la colata lavica del 1944, ad aprire in due il verde della vegetazione con la sua enorme macchia chiara. Si tratta della più evidente traccia dell’ultima eruzione del Vesuvio, che giunse fino all’abitato di San Sebastiano al Vesuvio, causando danni e vittime.

ItinerarioSentiero n. 5 del Parco Nazionale del Vesuvio: Gran Cono
Lunghezza1,6 km
Tempi2 ore e mezza A/R
Dislivello175 m circa
Elementi di interesse per bambiniL'intero scenario vulcanico del cratere
Punti di ristoroPresenti sia alla partenza che sull'orlo del cratere (La Capannuccia)
Possibilità uso passegginoNo

Proseguendo, e guardando davanti a sé, se non vi sono nuvole, inizia ad aprirsi una veduta mozzafiato sull’enorme conurbazione napoletana e sui Campi Flegrei, con Ischia e Procida. I bambini, magari, si concentreranno maggiormente su particolari più piccoli che si troveranno lungo il cammino, disseminato di pietre di varia forma e varia grandezza, che altro non sono che lapilli buttati fuori dall’enorme bocca vulcanica chissà quando e chissà come. In effetti, riesce anche relativamente facile spiegare al proprio piccolo che in quel momento si sta camminando su antica lava, o su polvere vulcanica, a seconda della consistenza del tratto che si percorre. Di quando in quando, ai lati del sentiero, sul fianco del cono giacciono massi dalle dimensioni considerevoli, tenuti in equilibrio da chissà quale forza. Ma… il bello ancora deve venire!

La vista del primo dei tre chioschi che si trovano sul bordo del cratere annuncia proprio l’arrivo al tratto più spettacolare dell’escursione: il cratere! Si supera il capanno e, a quota 1140, sulla propria sinistra, si apre la gigantesca voragine del cratere del Vesuvio! Il suo fondale giace svariate centinaia di metri più in basso, coperto di detriti sui quali sono cresciute piante anche di grandi dimensioni: le pareti sono a strapiombo, stratificate come pagine di un libro di geologia, alternando strati di dura roccia ad altri che appaiono più friabili. Ci troviamo lungo il bordo occidentale del cratere, che verrà percorso tutto, fino alla Capannuccia, a quota circa 1170. Il percorso prosegue quindi con lievi saliscendi, ma praticamente in assenza di dislivello, lungo tutto il cratere. Sicuramente si faranno varie soste, per vedere la bocca da varie angolazioni. Ad un tratto, dapprima in lontananza su un fianco della scoscesa parete interna, poi sempre più vicine, si avvistano delle emissioni di fumo che altro non sono che fumarole: un particolare che aggiunge spettacolarità al tutto, ma anche un indizio che il Gigante sta soltanto dormendo, di un sonno profondo magari, ma che non è affatto spento.

Nuvole e fumarole
Nuvole e fumarole

Questo pensiero, se ci si gira dall’altra parte, assume connotati inquietanti: lo sguardo si apre su uno scenario da sogno, come è quello del Golfo di Napoli, sulle cui coste vivono un paio di milioni di persone! Da un lato la Penisola Sorrentina, di fronte Capri, più a lato Ischia e la tormentata morfologia dei Campi Flegrei (che, cosa spesso dimenticata, sono una mega caldera vulcanica sotto il cuore di Napoli! – ecco qui l’esempio di un magnifico cratere). Nei giorni limpidi lo sguardo può arrivare fino a Gaeta e al Circeo: caratteristiche dell’escursione che, come è noto per chi porta i bambini in montagna, non interessano molto ai più piccoli… ma che i più grandi invece apprezzano molto. Alle spalle della Capannuccia si stende l’enorme pineta di Terzigno e, in fondo, gli scavi di Pompei.

Ebbene, di tutta questa spettacolare veduta, noi non abbiamo ammirato un granché, circondati com’eravamo dalle nuvole! Ma il panorama è sempre là per future salite e… vuoi mettere di aver camminato in mezzo alle nuvole con il proprio figlio sul bordo del Vulcano? Una magia che chissà se si ripeterà più, e che ha fatto esclamare al mio piccolo “ma questo Vulcano è fantastico!”

N.B. Per raggiungere il Gran Cono del Vesuvio è consigliabile usufruire dell’uscita Torre del Greco sull’A3 Napoli-Salerno e seguire le indicazioni. L’auto non può essere lasciata sul Piazzale di Quota 1000, ma è necessario parcheggiarla poco prima all’interno delle strisce blu, munendosi di ticket presso i vigili urbani presenti.

Da tener altresì presente che, seppure si tratti del Vesuvio, altura su cui nevica di rado e su cui le condizioni meteo raramente sono estreme, si possono trovare tratti di strada gelati durante l’inverno che sconsigliano la salita se non si è attrezzati (con ruote termiche o simili); inoltre, è sempre bene portare con sé indumenti sufficienti per coprirsi in caso di cali della temperatura, meglio se tecnici: ci si trova pur sempre a 1200 metri di altitudine.

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