La Fonte degli Uccelli

La morena di Lago Vivo

Arrivare alla Fonte degli Uccelli equivale ad arrivare a Lago Vivo: per alcuni è un ritorno; per altri è una bellissima scoperta, compresi i giovanissimi escursionisti presenti. Una morena glaciale che ci ricorda le origini antichissime di questo meraviglioso angolo di Appennini, ai piedi di alcuni tra i monti più alti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; una fantastica faggeta, che sfoggia alcuni patriarchi centenari e giochi di luce meravigliosi; l’acqua che la fa da protagonista all’inizio del percorso, con la Fonte del Sambuco, e alla fine, proprio con la Fonte degli Uccelli e con Lago Vivo, un lago che cambia ogni volta: tutto questo (e molto altro) si incontra ed assapora lungo il percorso.

In effetti, lo specchio d’acqua, l’unico naturale all’interno del Parco, a volte si mostra come un vero e proprio piccolo bacino lacustre; altre volte (come questa) è uno stagno; altre ancora, semplicemente non esiste; immagino che in pieno inverno sia coperto completamente di neve (dovrò verificare…): è Vivo, per l’appunto, ed è sempre piacevole tornare a trovarlo, a vedere in che stato si trovi, a verificarne la salute e riammirarne la bellezza.

Attraverso la faggeta
Sculture…

Il sentiero parte dalla sterrata coincidente con il tratto iniziale del K6, che dalla Sorgente del Sambuco porta fin su a Forca Resuni; dopo circa un chilometro dall’auto (che si può lasciare all’inizio della strada), si prende la deviazione che sale nel bosco: è il K4, che effettua un anello da questo punto fino al Valico di Barrea, tornando quindi sulla S. S. 83 e passando proprio per la Fonte degli Uccelli. Da qui comincia la salita, mai eccessivamente impegnativa, e quasi sempre molto ben distribuita senza strappi. Vi è un unico tratto in cui il sentiero diventa più pendente, piegando con vari tornantini, poco prima della bella statuina della Madonna del Buon Passo, una piccola effige votiva direttamente scolpita nella roccia. La bellezza del luogo e questa rassicurante icona stridono piacevolmente con il nome sinistro della valle (dell’Inferno, che fantasia, eh?!?).

ItinerarioK6 dalla Fonte del Sambuco; si imbocca il K4 all'incrocio. Ritorno per lo stesso itinerario
Distanza4 km
Dislivello 480 in ascesa; 40 in discesa
Quote1160 ca. della Fonte del Sambuco; 1620 ca. della Fonte degli Uccelli
Tempi2 ore 40 min. circa
NoteAdatta a bambini e ragazzi già abituati/allenati alla montagna
RistoriAssenti in loco
Come arrivare L'imbocco del K6 è situato in corrispondenza di un tornante sulla S. S. 83, appena al di fuori dell'abitato di Barrea (prima per chi viene da Alfedena; dopo per chi viene da Pescasseroli)

Subito dopo la madonnina il sentiero diviene quasi pianeggiante, per poi salire ancora un po’ di livello e raggiungere in breve la morena nella quale si trova Lago Vivo. Tenendo la sinistra rispetto all’altopiano si segue agevolmente il sentiero, molto evidente, e si raggiunge la Fonte degli Uccelli. Abitualmente la sorgente si accompagna ad un ricco, per quanto piccolo, corso d’acqua, che era però assente stavolta, segno della siccità prolungata che ha colpito anche i boschi appenninici. Il flusso della fonte mi è pure parso minore rispetto ad altre volte, ma ci siamo comunque rinfrescati, dissetati e rinfrancati dopo i circa 500 metri di dislivello, compiuti eroicamente anche dai piccoli escursionisti che ci hanno accompagnato (e non poche volte preceduto!).

La Madonnina che segna l’uscita dalla Valle dell’Inferno
Francesco si rinfresca alla Fonte degli Uccelli
Lago Vivo, stavolta in versione stagno: chissà come sarà la prossima volta!

Poi… il Lago… poco importa che fosse uno stagno: è stato bello toccare le sue acque poco profonde, stare attenti alle ampie aree fangose che lo circondano, marcate dalle tracce dei cervi in cerca di refrigerio, osservare i girini e il microcosmo che lo popola e lo attornia.

La pausa, dopo alcuni giochi a costruire totem di pietre, è stata interrotta da tuoni che si avvicinavano sempre più, e che ci hanno fatto ben pensare di accelerare il rientro. Giù per la faggeta, senza indugi!

Bella giornata, in cui alla fine il temporale non ci ha sorpresi; a farci meraviglia sono state, invece, le mille meraviglie che ci hanno circondati ed abbracciati!