Nella Fangorn Aurunca

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La Fangorn Aurunca è ancora verde

La foresta di Fangorn esiste davvero, ed è una Fangorn Aurunca! Un angolo incantato, con tanti suoni e tante sentinelle alla guardia di quello che è un vero e proprio cuore verde nella montagna antiappenninica.
In verità, i programmi erano diversi, e anche l’obiettivo: sopralluogo sul sentiero che da Strampaduro porta alla vetta del Petrella. Ci eravamo quindi prefigurati anche la visita alla mitica Fossa Joanna, e il passaggio sull’altopiano in quota che passa attraverso l’eroica abetaia. Invece, si sa… le sterrate aurunche… non ce la ricordavamo così la strada che porta all’attacco del sentiero, e l’auto è rimasta praticamente bloccata tra ghiaia e pietroni!


“OK, s’è fatto tardi per arrivare in cima, ma nel cuore di Fangorn ci possiamo andare!”
“Fangorn?”
“Sì, Fangorn, la Fangorn Aurunca!”

Tracce di autunno
Tracce di autunno

Così, torniamo a Spigno Vecchio e prendiamo l’altro sentiero che porta al Petrella, una sorta di direttissima, una salita ininterrotta che penetra in una delle foreste più belle degli Aurunci: il Canale di Faggeto.
Certo, ci vuole un po’ di pazienza: la pendenza non si prende pause e neanche ne dà; l’inizio del cammino attraversa una zona di vegetazione caotica e il sentiero neanche è troppo pulito. Ma si va, io so che ne vale la pena! E comunque, anche qui, le fioriture di origano, le farfalle, le foglie di acero che iniziano a tingersi lungo l’antica mulattiera ricompensano dello sforzo.

Foresta fatata
Foresta fatata

In effetti, alla deviazione dalla sterrata, quando si inizia a procedere all’interno del bosco vero e proprio, la sensazione cambia. Si zigzaga e si continua a salire; a poco a poco la foresta diventa più fitta, il sole penetra sempre con maggiore difficoltà, il silenzio è attraversato dallo stormire dei faggi e dallo scricchiolare dei rami e del legno. Senza neanche accorgercene, stiamo arrivando al cuore della foresta del Guado di Faggeto, nella nostra Fangorn.

Tra le braccia di Barbalbero
Tra le braccia di Barbalbero

Se non ci sono elfi o gnomi poco importa, ci sono gli Ent di questi luoghi: improvvisamente si stagliano davanti a noi enormi esemplari di castagno e di faggio… sembrano roccia, sembrano animati, sembrano guardarci dalla nodosità dei loro tronchi e della loro corteccia rocciosa. Sono così pesanti di anni e di stagioni che non sono sempre riusciti a reggere al loro enorme carico: così, qualche ramo è caduto, o addirittura il loro tronco si è aperto in due, squarciato dalla sua stessa bellezza, dalla sua stessa superba bellezza.

Monumento
Monumento

Già, compiere questa salita fin quassù, anche senza raggiungere la vetta, è bellissimo. Arriviamo fino ad un’altra ansa del sentiero, che continua a salire, dove la foresta fa finta di aprirsi, soltanto un pochino. I faggi, anche qui sventrati dal loro peso, accolgono tra le loro spire qualche coraggioso esemplare di acero. Si resta in ascolto di questo silenzio pieno di suoni, di rumori, di lamenti, di richiami. E’ ora di rientrare, è ora di sognare il giorno del ritorno nel cuore di questo monumento naturale: la Fangorn Aurunca.