Escursione “creativa”

E’ buona norma lasciare liberi i bambini di precedere il gruppo in salita, dove potranno dettare il ritmo dell’escursione; in discesa invece, per evitare che la velocità o l’impazienza possano avere conseguenze in termini di sicurezza, devono stare in mezzo: in ogni caso, i bambini non devono mai essere lasciati indietro, e non deve mai essere corso il rischio che possano essere persi di vista.
Motivare il bimbo è importantissimo: un sentiero vario, con alternanza di tratti boschivi e radure o prati, con dislivello disuguale, con punti panoramici, presenza di corsi d’acqua, ecc., come anche la “promessa” di una pausa o di un pic-nic finale, possono avere un effetto corroborante nei confronti del piccolo escursionista, e farlo appassionare ancora di più. 
Tra l’altro, i bambini ed i ragazzi hanno generalmente degli obiettivi diversi dagli adulti: può succedere che, piuttosto che ambire all’arrivo alla meta, essi vogliano semplicemente fermarsi ad osservare i fiori o gli insetti (consideriamo la loro relativa bassa statura) o giocare in un prato e che, rispetto al ruolino di marcia che ci si è prefissati, abbiano dei tempi tutti loro: ecco perché bisogna essere “creativi”, pronti a modificare la struttura dell’escursione per lasciare i piccoli liberi di godere della giornata il più possibile. Il rispetto di questi loro ritmi può essere molto funzionale al raggiungimento di notevoli scopi educativi, in particolare al rispetto della natura. L’emozione che si accompagna al possibile avvistamento di animali lungo il cammino è la giusta ricompensa per aver evitato urla e schiamazzi e per aver rispettato la segnaletica senza abbandonare il sentiero. Parimenti, osservare dei pesci che nuotano nelle acque cristalline di un torrente o di un lago, i colori dei fiori, o le forme strane di pietre e minerali, può essere la modalità migliore per spiegare ai bambini l’importanza del rispetto dei luoghi, che devono essere lasciati così come sono stati trovati: tutti i rifiuti devono essere riportati alla base; si deve evitare di molestare gli animali e di dar loro da mangiare (anche perché ciò è vietato dalle leggi vigenti), come anche di raccogliere piante e minerali o fossili (cosa pure generalmente vietata).
Importantissima è anche la divisione dei compiti tra gli accompagnatori e la comunicazione tra di essi: chi guiderà il gruppo verrà coadiuvato dagli adulti alle sue spalle, che potranno sorvegliare i piccoli; analogamente, chi si occuperà di organizzare le vettovaglie al momento della pausa sarà aiutato da chi, invece, sorveglierà il bambino o i bambini. In tal modo sarà anche più agevole monitorare le esigenze dei bambini ed evitare che questi si sentano costretti dalla situazione a fare qualcosa contro la loro volontà: come già si è detto, non si deve mai forzare il piccolo e si deve anzi essere pronti a modificare quello che era l’obiettivo iniziale dell’escursione se le circostanze lo richiedono, anche tornando indietro anzitempo, seppur a malincuore: tale accorgimento, oltre a preservare il buonumore e la libertà dei piccoli escursionisti, può essere infatti fondamentale soprattutto per evitare spiacevoli conseguenze in termini di sicurezza.

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