Dagli Appennini al Golfo

L’inverno è una stagione strana. Bella, bellissima, ma strana. E, a volte, può essere molto difficile. E’ difficile, infatti, per chi ama la montagna e ciaspolare, fare i conti con una stagione che può davvero lasciarti poche “finestre” per godere di queste tue passioni: talvolta per il maltempo, che scoraggia le uscite o le vieta addirittura; talaltra per malanni in famiglia (perché può ben capitare che ci si palleggi il virus più in voga e si rimanga sprangati in casa, magari durante l’unico weekend decente tra tanti di brutto tempo!); e, ancora, per immancabili impegni di vario genere… Tutto questo può ben portare a delle vere e proprie crisi di astinenza da montagna, con malumori e “depressioni” da “terre basse piovose”.

Ecco perché rompere questo digiuno prolungato a Prati di Mezzo prima e sul Redentore poi per me è stato come una salutare boccata d’ossigeno: non importa se si tratta di posti conosciuti e stra-conosciuti. Al contrario, la sensazione di familiarità si è mescolata ad una piacevole percezione di vacanza, di scoperta, di avventura.

A Prati di Mezzo l’Associazione Atargatis ha portato anche alcuni ragazzi, e la ciaspolata su un manto nevoso in rapido scioglimento è stata piacevole capace di portarci alle pendici del Forcellone, in uno scenario incantevole come sempre. La gara di slittino su buste dell’immondizia ha poi fatto ridere e divertire grandi e piccoli!

Al Redentore da Pornito, durante una ventosissima domenica, che non ha infatti permesso alla totalità del gruppo di arrivare in cima, l’Alpinismo Giovanile del CAI di Latina ha portato ragazzi e anche giovanissimi escursionisti alla scoperta o ri-scoperta di questo popolarissimo sentiero. In effetti, riscoperta è la parola giusta: molti di noi potrebbero forse salire quassù anche bendati, ma ogni volta è una sensazione nuova, ogni volta è una rivelazione che dona alla montagna di casa nostra un vero e proprio tocco di esotico.

Ora l’inverno volge alla sua fine, con quelli che saranno gli inevitabili colpi di coda: staremo a vedere quali altre scoperte potremo fare.

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