Da Corniglia a Vernazza

L’esplosione di bellezza che si chiama Vernazza

Cos’altro si potrebbe dire sulle Cinque Terre che non sia già stato detto? Come si fa a parlare delle Cinque Terre senza risultare scontati e ripetitivi? Eppure, non si può neanche evitare di dire l’ovvio, rimarcando la bellezza e l’incanto nel quale ci si immerge in uno scenario del genere. Anche quando qualche frana imprevista ti costringe a cambiare i tuoi programmi e a camminare un po’ più del previsto con due piccoli escursionisti al seguito.

Avevamo infatti pianificato di compiere il tratto di SVA2 (Sentiero Verde Azzurro, che avevamo conosciuto proprio il giorno prima non molto lontano da qui) da Monterosso a Vernazza. Così, abbiamo approfittato per farci una passeggiata nel paese, lungo il mare, godendo dell’impatto fortissimamente suggestivo all’uscita dalla stazione ferroviaria, nonostante l’enorme quantità di turisti. Imbocchiamo il sentiero, partendo dalla scogliera (che è parte essa stessa del paese), per poi essere subito stoppati dal “guardiano del sentiero”, un dipendente del Parco che ci informa, coadiuvato dal cartello, che il sentiero stesso è inagibile causa frana.

E allora, si torna indietro, passando stavolta per la scorciatoia attraverso il tunnel che taglia la roccia, e si riprende il treno, direzione Corniglia.

Già, con la chiusura momentanea (eravamo a inizio agosto) del tratto Monterosso – Vernazza, e con la persistente inagibilità della Via dell’Amore (Riomaggiore – Manarola) e dello SVA tra Manarola e Corniglia, l’unico tratto percorribile era proprio quello tra Corniglia e Vernazza. E allora sia: si riprende il treno e quindi la navetta che porta dalla stazione al paese. Corniglia è l’unica delle Cinque Terre che si trova in alto: pittoresca anch’essa e leggermente più appartata, questo fuori programma ci ha dato l’occasione per farcela scoprire.

Il percorso è fattibile da parte di tutti, ragazzi compresi. Vi diranno che non ci sono difficoltà particolari e che lo possono portare a termine anche i bambini: è tutto vero. Tuttavia, i bambini devono essere allenati e abituati alla cadenza di un’escursione. Si tenga presente che per effettuare l’escursione su questo sentiero, come anche su altri è necessario pagare un pedaggio; il consiglio è quello di munirsi di Cinque Terre Card, che dà diritto, tra le altre cose, a fruire dei sentieri a pagamento del Parco Nazionale, oltre ad usufruire dei Treni da Levanto a La Spezia.

I colori del borgo di Corniglia
ItinerarioSVA da Corniglia a Vernazza (592-3)
Distanza 3,5 km
Dislivello170 m in salita; 250 m in discesa - Altezza massima: 225 m; minima: livello del mare
Tempi2 ore circa
NoteSentiero senza difficoltà particolari; i tratti in salita potrebbero essere impegnativi per bambini/ragazzi non allenati. Il sentiero non è molto ombreggiato
RistoriAssenti lungo il percorso, ma ovviamente presenti (di tutti i tipi) tanto a Corniglia quanto a Vernazza
LogisticaAlle Cinque Terre ci si può muovere agevolmente con il treno. Dalla stazione al paese di Corniglia è possibile usufruire della navetta
Sospesi tra cielo e mare lungo il sentiero
Si arriva a Vernazza!

Lo scenario è mozzafiato: il sentiero segue le isoipse lungo la costa, inizialmente ad un’altezza costante, per poi aumentare di livello, anche con alcuni tratti a gradoni. La vista di Corniglia si apre alla nostra sinistra, su uno sfondo blu cobalto. Si prosegue e si sale, per noi in maniera alquanto inaspettata (ecco perché, quando dicono “lo fanno anche i bambini”, si fa bene a fidarsi, ma anche no, ed è sempre necessario rapportare tutto al livello di allenamento dei piccoli escursionisti).

Tuttavia, giunti a circa metà cammino, inizia la discesa verso Vernazza; passiamo anche attraverso un borgo di casette colorate e, proseguendo la discesa, avvistiamo la nostra meta. Sembra un veliero proteso verso il mare, una veduta davvero mozzafiato. Il blu del mare e quello del cielo si confondono con i mille colori dello stupendo paese, raggiunto il quale ci concediamo una meritata pausa, godendoci la veduta del mare dal molo e gustandoci un gelato (o, a seconda dell’età, una rinfrescante birra).

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