La Croce della Conocchia

Si va!
Si va!

L’escursione alla Croce della Conocchia qui descritta è una soluzione a portata di tutti per raggiungere la cresta del monte più alto dell’intera provincia di Napoli, oltre che per ammirare la bellezza senza pari della Costiera Amalfitana: si abbassa lo sguardo verso la distesa blu del mare e si ammira Positano, si contemplano le insenature sinuose della Penisola Sorrentina, ci si stupisce ad osservare la meraviglia degli isolotti dei Galli e, subito dopo, dei Faraglioni e della propaggine orientale di Capri.

Dal livello del mare i Monti Lattari si impennano infatti senza alcun riguardo, dipingendo uno scenario unico, fino a toccare i 1444 di Monte San Michele. Non vorresti mai scendere da lassù, per farti cullare da questo splendore, accompagnato dal suono delle campane che sale dai paesi in basso.

Nel fitto della forestaa
Nel fitto della foresta

Ebbene, c’è da dire che tutto questo, stavolta, noi l’abbiamo immaginato, dato che le fitte nubi ci hanno impedito di viverlo sul serio: un mare di nuvole! Sempre belle, per carità, ma stavolta un po’ seccanti, lo confesso. Per me e Valeria è comunque ancora vivo il ricordo del panorama impareggiabile goduto qualche anno fa, quando venimmo la prima volta.

ItinerarioSentiero n. 350 dal tornante di Via Nuova Monte Faito alla sella del Molare; 300 fino alla Croce della Conocchia
Lunghezza2 km (solo andata)
Dislivello200 m circa
Tempi3 ore A/R
Elementi di interesseIl bosco; il panorama in cresta
NoteSentiero ben segnato; fare attenzione ad alcuni tratti lievemente esposti
Punti di ristoroAssenti; ve ne sono al Villaggio Monte Faito e al capolinea della funivia, poco distanti
Come arrivareDa Vico Equense seguire le indicazioni per il Monte Faito; dirigersi poi al Santuario di San Michele, e lasciare l'auto al tornante in corrispondenza dello spiazzo ghiaioso

In ogni caso, l’inconveniente “visivo” non ci ha certo impedito di beneficiare della bellezza del bosco, della sorgente, e di tutto ciò che il percorso ci ha riservato. E alla fine, anche le nuvole tra gli alberi hanno donato al tutto un tocco di magia e di bellezza irripetibile.

L’escursione è accessibile a tutti, iniziando in corrispondenza di un tornante di Via Nuova Monte Faito, l’ultimo tratto di strada che dal capolinea della funivia proveniente da Castellammare porta alla Chiesa di San Michele. Il tornante è inconfondibile, dato che ad esso è adiacente un grande spiazzo di ghiaia e pietre: qui si può lasciare l’auto e iniziare l’escursione, imboccando il sentiero n. 350, che scende nella foresta per alcune decine di metri. Con un pizzico di attenzione, evitando di rimanere troppo sotto costa, si supera il primissimo tratto, per immettersi dopo poco su comodo sentiero, che prosegue con lieve salita. Alternando tratti più rocciosi ad altri con fondo cosparso di foglie, ci si ritrova in breve nel profondo della foresta; il percorso si svolge lungo una cresta, prevalentemente all’interno del bosco; in corrispondenza di una svolta sul sentiero ci si ritrova su una grande balconata rocciosa (contrassegnata anche da una staccionata metallica – qui occorre fare attenzione che i bambini non si sporgano!) da cui si osserva l’enorme bastione di Monte Sant’Angelo e la sua caratteristica vetta bicefala, suddivisa tra il Molare e il Canino, dalle forme altrettanto caratteristiche.

La Croce dell Conocchia
La Croce dell Conocchia

Proseguendo in falso piano e ignorando la biforcazione con il sentiero 338c, si giunge alla Sorgente dell’Acqua Santa. L’acqua sgorga da una cavità della roccia, creando un singolare micro habitat, dove l’aspetto più originale è dato dal proliferare di una verdissima pianta insettivora dai delicati fiorellini rosa, alla quale rimangono appiccicati mosche e moscerini!

La magia del Monte Faito
La magia del Monte Faito

Si va oltre, giungendo nella parte più fitta del bosco, dove anche il dislivello diventa un po’ meno gentile: con vari tornantini, infatti, si supera un piccolo strappo, in cui si testerà la stoffa escursionistica dei piccoli che avrete con voi; ma questi ultimi, magari, valuteranno il sentiero dalla forma dei tronchi degli alberi e delle pietre, o dai colori dei fiori che sfidano il letto di foglie, non certo dalla fatica, ad essi ancora certamente sconosciuta!

Si giunge alla sella e alla diramazione con il sentiero 300: la segnaletica indica che, proseguendo verso sinistra sul 350 si va al Molare (sconsiglio di proseguire se avete dei bambini, data la presenza di alcuni tratti esposti), mentre verso destra si va alla Croce della Conocchia. Noi optiamo per questa scelta, passando nelle adiacenze di un impianto di antenne (per la verità, l’unica nota davvero stonata, esteticamente parlando, dell’escursione) e seguendo subito dopo la traccia ai margini del bosco. In breve si giunge al nostro traguardo, muovendosi praticamente lungo il confine tra le province di Napoli e di Salerno.

Diciamo che le nuvole ci hanno costretto ad uno sforzo di immaginazione, ma già riuscire a vedere Sorrento così piccola e così in basso è stata una vera e propria gioia. Soddisfazione comunque mai pari a quella di constatare quanto i giovani escursionisti della nostra piccola compagnia si siano divertiti a salire fin quassù (e successivamente a scendere per lo stesso percorso).

Croce della Conocchia

Download traccia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.