Come le lucciole

Le luci del cielo e del Golfo - Foto di Michele Chiomenti
Le luci del cielo e del Golfo – Foto di Michele Chiomenti

Una tiepida sera di metà primavera in cerca di lucciole nel Parco di Gianola… Di più: una scusa per sforzarsi di guardare con gli occhi della notte e per accorgersi di quante luci ci siano nel buio, di come queste luci esistano grazie al buio! Se poi tutti questo viene osservato anche con gli occhi dei bambini, o meglio, dagli occhi dei bambini… allora il risultato può davvero essere sorprendente e regalare sprazzi di felicità pura.

Come si può non essere felici nell’osservare che i bambini piangenti e avvinghiati alle loro mamme perché terrorizzati dal buio siano gli stessi i cui occhi sono pieni di gioia a fine serata, desiderosi di ripetere “l’avventura” al più presto? “Come le Lucciole” è stata infatti una scusa per giocare con la notte, per riscoprire il Parco ed usufruire delle sue bellezze, per ricordarsi che la natura è bella anche alla luce della luna; è stato un modo per esorcizzare la paura, tanto per gli adulti che per i bambini. Quella dell’oscurità è, inutile negarlo, una paura atavica, un qualcosa che risiede innanzitutto nelle nostre menti, talvolta anche in quelle dei “grandi”.

Il Cerchio Magico - Foto di Roberto Tartaglia
Il Cerchio Magico – Foto di Roberto Tartaglia

Organizzato dal Comitato Dragut il 30 maggio, l’evento ha visto la preziosa partecipazione degli Amici del Libro di Minturno, che ci hanno guidati nella lettura di fiabe a lume di “luce frontale” e che hanno reso questo appuntamento veramente magico. Partito dall’Infopoint, il numerosissimo corteo si è snodato lungo il sentiero LH all’imbrunire, non prima del giocoso rito del “Cerchio Magico”, cha ha permesse di rompere il ghiaccio e di introdurre al clima festoso a cui la piccola escursione doveva essere improntata. Lungo il sentiero, immediatamente nel fitto del bosco, già si potevano scorgere le prime lucciole ai margini del cammino. Era stato fatto “assoluto divieto” di utilizzare le torce elettriche durante il tragitto di andata, per affidarci alla luce della sola luna. E la magia ci ha subito avvolti: i pipistrelli sfrecciavano veloci a poca distanza dalle nostre teste, mentre la chiassosa compagnia si snodava senza esitazioni lungo il percorso, con la fattiva collaborazione dei guardiaparco del Parco Riviera di Ulisse. I rami dei pioppi, al di fuori della sughereta, si stagliavano in controluce verso il cielo che si andava oscurando, e la luce della luna riduceva pian piano la paura del buio a niente più che un ricordo: che bello passeggiare di notte nella natura!

Ci si prepara per le fiabe - Foto di Roberto Tartaglia
Ci si prepara per le fiabe – Foto di Roberto Tartaglia

Lo scenario si è poi andato aprendo gradualmente, attraverso le due ali formate dalla fitta macchia che accompagna il sentiero verso la Villa di Mamurra. E poi… il Golfo con le sue luci! La luna, Venere e, più piccolo, Giove, mentre i monti in lontananza emanavano ancora la loro aura, come tipicamente accade durante e dopo il tramonto. Dopo una breve pausa abbiamo proseguito per raggiungere il prato sovrastante la Cisterna delle 36 Colonne, alla luce delle stelle e dei pianeti, oltre che di quelle del Golfo di Gaeta: qui è iniziato il momento delle favole, aventi come tematica principale il buio. Favole in cui gli incubi non facevano davvero paura: come avrebbero potuto, se avevano il nome di Foffo ed erano di colore rosa? O in cui era il drago, spauracchio per eccellenza, a provare timore delle tenebre e ad avere bisogno, a sua volta, di una favola per reagire alla sua paura? O in cui la lucciola doveva scoprire la luce che portava in serbo, capace di illuminare se stessa e gli altri?

Lucciole! - Foto di Michele Chiomenti
Lucciole! – Foto di Michele Chiomenti

La magia è proseguita durante il ritorno, soprattutto nel fitto del bosco, popolato da lucciole numerose e luminose, tante quante le stelle: nel buio fitto il pensiero dominante era quello di spegnere le torce per ammirare lo spettacolo offerto da queste piccole lucerne volanti! Giunti alle auto, i bambini erano stanchi ma felici, e così i loro genitori e gli organizzatori nel guardare la loro gioia. Al prossimo appuntamento, con la speranza di vivere un’altra magia!