Category Archives: Ritorni

Alla ricerca dei fenicotteri rosa

Dove sono i fenicotteri?
Dove sono i fenicotteri?

Arriviamo all’ingresso dell’Oasi e chiediamo ad alcuni fotografi, che ne stavano uscendo: “Ci sono?”

“No, se ne sono andati. Stamattina ce n’erano ancora tre; una settimana fa erano oltre quaranta!”

Forse hanno visto un velo di delusione sui nostri volti, e così una di loro ha aggiunto: “Però ci sono le gru e tanti altri uccelli.”

Così è iniziata la nostra ricerca dei fenicotteri rosa; e così è subito terminata, dato che erano loro ad essersene andati. Ma l’entusiasmo non è affatto venuto meno: l’abbiamo scoperta da poco l’Oasi dei Variconi, ma già sappiamo quanto sia piacevole camminare sul suo suolo sabbioso e farsi rapire dai suoi spazi inaspettatamente aperti. E, naturalmente, avevamo anche noi intenzione di fare un po’ di birdwatching!

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La Roccia che Respira

Si parte!
Si parte!

“Te la ricordi la Roccia che Respira?”
Lui mi guarda e mi dice di no, perplesso. E io: “Bene; in realtà ci sei già stato, ma forse eri troppo piccolo. Per te sarà una nuova scoperta!”
Così, vuoi per gli allerta meteo e le previsioni che davano forte vento sugli Appennini, vuoi per una certa stanchezza causata da strascichi di malanni di stagione, invece della montagna (le ciaspole stanno comunque fremendo!) abbiamo optato per quella piccola, bellissima oasi che è il Parco di Gianola, vero e proprio angolo miracoloso su una costa bersaglio di un’antropizzazione a dir poco indisciplinata.
Il percorso è quello per Porto Cofaniello, passando per il Porticciolo Romano: si cammina tutti insieme, anche i piccolissimi, pian piano con il loro ritmo. Si assapora la frizzante aria di quest’inizio ritardato d’inverno, profumata dallo iodio del mare che si nasconde dietro il bosco.

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Nella Fangorn Aurunca

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La Fangorn Aurunca è ancora verde

La foresta di Fangorn esiste davvero, ed è una Fangorn Aurunca! Un angolo incantato, con tanti suoni e tante sentinelle alla guardia di quello che è un vero e proprio cuore verde nella montagna antiappenninica.
In verità, i programmi erano diversi, e anche l’obiettivo: sopralluogo sul sentiero che da Strampaduro porta alla vetta del Petrella. Ci eravamo quindi prefigurati anche la visita alla mitica Fossa Joanna, e il passaggio sull’altopiano in quota che passa attraverso l’eroica abetaia. Invece, si sa… le sterrate aurunche… non ce la ricordavamo così la strada che porta all’attacco del sentiero, e l’auto è rimasta praticamente bloccata tra ghiaia e pietroni!

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Il Redentore: la “montagna di casa”

Il Golfo visto dall'alto
Il Golfo visto dall’alto

Il Redentore è l’elemento caratteristico dello skyline del Golfo di Gaeta: uno skyline che è montano, ma anche marino. Abituarsi ad un tale scenario e alla sua bellezza può indurti a pensare che abbia persino dei lati negativi; così, ogni volta che ti vengono a trovare amici o parenti che ti chiedono “mi porti lassù?”, tu, in un primo momento, pensi: “di nuovo sul Redentore???”
Poi, inizi a spiegare loro che quella guglia è una statua del Cristo Redentore risalente all’anno 1900, e che nel ventre della roccia su cui poggia è ricavato un eremo rupestre risalente all’VIII-IX secolo d. C. A quel punto diventa impossibile anche per te trattenerti dalla voglia di ritornare lassù, per l’ennesima volta, desideroso di mostrare ai tuoi ospiti quanto sono belle le tue montagne e il Golfo su cui si stagliano!

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Fuori programma sul Redentore

Si parte da Valliera!
Si parte da Valliera!

Confesso che a volte snobbo un pochino una camminata al Redentore, tante e tali volte che ci sono andato. E non era programmato neanche per questa domenica di inizio gennaio: avevo intenzione di provare qualcosa di più insolito, tipo la cresta del Revole, ma problemi di pancia del nostro piccolo ci hanno deviato su qualcosa di più facile e ordinario: il Redentore da Valliera. Una classica accessibile a tutti, di cui si è parlato qui.

La sterrata che sale verso Canale sembra interminabile: o hai un fuoristrada, o devi andare pianissimo per evitare problemi con l’auto. Del resto, la strada che penetra fin dentro il cuore degli Aurunci è, a mio parere, un po’ una croce e delizia: rende accessibile alcune delle cime più belle a tutti, ma apporta anche una sorta di “sfregio” ad un ambiente bellissimo.

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