Category Archives: Per i più grandi

Lago Vivo e Grotta dello Schievo

 

Pagine di roccia al Serrone
Pagine di roccia al Serrone

Questa escursione per Lago Vivo attraversa una bosco bellissimo e permette di godere di varie meraviglie di questo angolo di Parco Nazionale d’Abruzzo: il Rio Torto con le sue cascatelle; la cascata che si trova ai piedi del Serrone; la Grotta dello Schievo, da cui pure scaturisce un’altra cascata; la conca del Lago Vivo, celeberrima e allo stesso tempo misteriosa; le terrazze che affacciano sulla Val Porcile e le vedute bellissime sul Lago della Montagna Spaccata.

La lunghezza ragguardevole (14,5 km) e il dislivello concentrato in un tratto relativamente breve dell’escursione (con conseguente forte pendenza), oltre alla presenza di sezioni di sentiero non segnate, fanno aumentare il livello di difficoltà, consigliandola solo a persone allenate ed esperte.

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La Cresta del Porrara

Scenario salendo verso la Cresta del Porrara
Scenario salendo verso la Cresta del Porrara

L’escursione sulla cresta di Monte Porrara è una bellissima introduzione all’ambiente del Parco Nazionale della Majella, di cui il Porrara rappresenta la propaggine meridionale. Una propaggine di tutto rispetto, con i suoi oltre 2100 m di altitudine. L’itinerario si presenta impegnativo, oltre che per il ragguardevole dislivello totale, anche per la serie di saliscendi in cresta che vanno proprio ad aumentare tale dislivello. Lo scenario è molto vario (boschi, pietraie, radure) e la veduta dal crinale è molto bella su entrambi i versanti, sia quello che dà sulla provincia di Chieti, sul comune di Palena, sia quello che invece si affaccia sulla provincia dell’Aquila, verso il paese di Campo di Giove.

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Campo Catino: Peschio delle Ciavole

Il Rifugio di Fonte del Pozzotello dall'alto
Il Rifugio di Fonte del Pozzotello dall’alto

Da Campo Catino, approfittando del magico scenario disegnato dalla neve caduta la notte prima, il gruppo si è sgranato lungo un percorso molto bello e, a tratti, impegnativo per via di alcuni saliscendi. Il silenzio del paesaggio imbiancato è stato interrotto dalle nostre voci gioiose; alcuni “temerari”, tra cui anche me medesimo, hanno voluto poi affrontare una salita alquanto faticosa per raggiungere la cresta di Peschio delle Ciavole, a sfiorare i 2000 m di quota: ma la fatica è stata ampiamente ripagata!

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