Category Archives: Per i più grandi

La Vetta Orientale del Corno Grande

Vetta Orientale… sembra che si stia parlando del monte di un paese lontano, lungo la Via della Seta, uscito da un romanzo storico o fantasy. Te la vedi davanti dopo il tunnel autostradale stagliarsi con tutta la sua immensa mole: ti chiedi se sei davvero sicuro di voler salire lassù, e se ne sarai in grado. In effetti, descrivere la salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso lungo la via ferrata Ricci è impresa improba, e non tanto per ricapitolarne le caratteristiche tecniche dal punto di vista escursionistico ed alpinistico (e che comunque sono ben esposte qui e qui), quanto per raccontarne l’aspetto emozionale e tensionale, la sofferenza e la gioia che può causarti, la bellezza, dolce e spietata ad un tempo, che ti circonda.

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Monte Viglio

Il “crestone” di Monte Viglio

Era fine primavera ma non sembrava, visti i nuvoloni incombenti e le previsioni meteorologiche minacciose; eppure il gruppone dell’Associazione Atargatis non si è fatto intimidire ed è riuscito a raggiungere la vetta di Monte Viglio dopo averne percorso tutta la meravigliosa cresta, a cavallo di due regioni. Uno scenario estremamente suggestivo, reso ancora più tale proprio dalle nubi cariche di pioggia, dalla nebbia che saliva a sprazzi e che giocava con speranzosi, sporadici raggi di sole.

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Ernici nascosti

Ernici nascosti ci aspettavamo, e bellissime montagne al momento del risveglio abbiamo trovato! In un’escursione che ha visto impegnati gli adulti dell’Associazione Atargatis e i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di Latina, la parte del leone l’ha fatta il sole di questo bello scorcio di inizio primavera, con un bosco ancora quasi del tutto “implume”, con i primi fiori che facevano capolino, le foglioline che stavano prendendo forma, e gli uccellini che cantavano nel silenzio della foresta.

La certosa di Trisulti dal Vado di Porca

Escursione dallo sviluppo di quasi 10 km e dal dislivello totale di quasi 650 m, ha preso le mosse dal magnifico monumento della Certosa di Trisulti e, seguendo la strada, ci ha portati ad ammirare da vicino le vestigia dell’antico monastero di San Domenico; da là, riattraversando la strada, è salita per l’Eremo omonimo, dove si è potuta ammirare la chiesetta scavata nella roccia. Poi, per una deviazione, il cammino è continuato fuori sentiero, per guadagnare con un periplo attraverso il bosco (oltre che alcune recinzioni che abbiamo provveduto a richiudere) il Vado di Porca e ridiscendere verso la stupenda cascata di Capo Rio, per poi nuovamente risalire, guadando guadando e successivamente su comoda sterrata, alle Cappellette e a Trisulti, con ultimo tratto sulla strada che riporta alla certosa. Il tutto al cospetto della Rotonaria e di cime più elevate e ancora innevate.

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L’anello di Monte Appiolo

La vetta di Monte Appiolo

L’Anello di Monte Appiolo si sviluppa in gran parte sulla cresta della principale vetta situata all’estremità occidentale del Parco dei Monti Aurunci. Si tratta di un’escursione mediamente impegnativa, benché non a quote elevate, e alquanto sviluppata in lunghezza; si snoda lungo un crinale di tre vette (Monte Crispi, Monte Reginatonda e Monte Scaroli), per poi culminare con la cima dell’Appiolo. Si attraversano interessanti ambienti con bellissime formazioni carsiche, oltre a insediamenti pastorali contraddistinti da antichi manufatti. Il sentiero, il 918, presenta numerosi saliscendi e un fondo non sempre comodo; inoltre larghe sue porzioni sono esposte al sole, cosa che sconsiglia di effettuare l’escursione nella stagione calda.

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Il Fammera da Spigno

Gli scorci che regala la salita al Fammera

Raggiungere Monte Fammera da Spigno Saturnia è una piccola grande conquista: la vetta, non eccessivamente alta in sé (1168 m), richiede sforzo e costanza per essere raggiunta, dati il dislivello globale e la pendenza di molte porzioni dell’escursione; presenta inoltre alcuni passaggi delicati che potrebbero risultare pericolosi per persone poco allenate o poco abituate, data la loro esposizione.

La ricompensa è comunque una vetta spettacolare, che si erge sull’altopiano di quota sottostante, Vallle Gaetano, e che strapiomba vertiginosamente come gli Aurunci non fanno in nessun altro luogo.

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