Category Archives: Per i più grandi

Monte Cavallo

Ci sentivamo osservati mentre salivamo… al cospetto di Monte Cavallo

Raggiungere la vetta di Monte Cavallo partendo dal sacrario di Collelungo equivale a compiere una bellissima escursione attraverso una successione di scenari vari e incantevoli: bosco, prateria, cresta, vetta, roccia, prato, con passaggi anche lungo ruscelli e presso sorgenti e pozze d’acqua. Attenzione però: questo percorso si svolge in larga parte su sentiero non segnato, percorrendo anche tratti esposti che richiedono la presenza di accompagnatori esperti e conoscitori del luogo. Nel nostro caso erano infatti presenti gli accompagnatori dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Latina e di Alatri, che hanno reso possibile lo snodarsi del cammino in maniera tranquilla e in tutta sicurezza.

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Passo dei Monaci

Neve e chiazze d’erba a Passo dei Monaci

Il toponimo “Passo dei Monaci” ha un grande potere evocativo; senz’altro, non si tratta di un nome casuale, anzi. Il valico, che si trova ai piedi del grande bastione del Monte Meta, in corrispondenza di un grande masso che fa da confluenza al confine tra Abruzzo, Lazio e Molise, all’interno del Parco Nazionale omonimo, sorge sull’antico sentiero che poneva in comunicazione due importantissimi monasteri: l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, in territorio molisano, e Montecassino. Immaginiamo quindi nei secoli scorsi l’andirivieni dei monaci e dei mercanti per questa importante via di comunicazione, che di fatto poneva in contatto il versante tirrenico con quello adriatico.

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Monte Vomero

L’arrivo sulla cresta del Vomero

Da anni la sagoma affusolata di Monte Vomero è, insieme a quella di Monte Petrella, appollaiata alle sue spalle, la prima cosa che vedo quando apro la porta di casa: illuminata di chiarore rosato quando il sole sta per sorgere o già inondata di forte luce quando è giorno pieno, fin quando, una volta tramontato l’astro, si ha come l’impressione che il bagliore abbia origine da questa stessa sagoma, insieme a quella delle altre vette aurunche.

Fino alla primavera scorsa, questa silhouette l’avevo soltanto ammirata dal basso (oppure dall’alto, da Monte Sant’Angelo o dallo stesso Petrella), ma mai l’avevo calcata. Durante la stagione delle orchidee è invece arrivato il momento di andarci di persona.

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Il Sentiero Ventricini

La Val Maone vista dal Ventricini

Vi diranno che il sentiero Ventricini non è neanche una ferrata ma è, appunto, “un sentiero attrezzato”; vi diranno che si tratta della ferrata più facile del Gran Sasso, niente a che vedere con, per esempio, la Danesi, più esposta e più tecnica; vi diranno che, al di là di qualche saliscendi, il Ventricini non presenta particolari difficoltà, che tutti possono riuscirvi.

Ebbene, è tutto vero, ma non credeteci. O, per lo meno, non prendete tutto questo alla lettera. Il sentiero Ventricini sarà anche una ferrata semplice (effettivamente classificata come Facile o Poco Difficile) e tecnicamente non complessa, ma a tratti ha tutte le caratteristiche di una via alpinistica dalla bellezza tanto travolgente quanto pericolosa: occorre rimanere concentrati, avere una forma fisica accettabile e sapere cosa fare nei passaggi più tecnici e delicati, oltre, ovviamente, ad essere muniti degli adeguati dispositivi di protezione.

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La Vetta Orientale del Corno Grande

Vetta Orientale… sembra che si stia parlando del monte di un paese lontano, lungo la Via della Seta, uscito da un romanzo storico o fantasy. Te la vedi davanti dopo il tunnel autostradale stagliarsi con tutta la sua immensa mole: ti chiedi se sei davvero sicuro di voler salire lassù, e se ne sarai in grado. In effetti, descrivere la salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso lungo la via ferrata Ricci è impresa improba, e non tanto per ricapitolarne le caratteristiche tecniche dal punto di vista escursionistico ed alpinistico (e che comunque sono ben esposte qui e qui), quanto per raccontarne l’aspetto emozionale e tensionale, la sofferenza e la gioia che può causarti, la bellezza, dolce e spietata ad un tempo, che ti circonda.

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