Category Archives: Nel Parco Roccamonfina e Foce del Garigliano

L’Orto della Regina

Di fronte alla mole ell’Orto della Regina

Misterioso e affascinante, l’Orto della Regina è un monumento risalente ad epoca antichissima, che lascia a bocca aperta il visitatore: nascosto sulla cima del monte Frascara, a 928 metri di altitudine, e nel cuore di un bellissimo bosco di castagni, il sito evoca forti emozioni e suggestioni. Ce lo si trova davanti alla fine della breve e divertente escursione all’interno del castagneto, all’improvviso, con effetto mozzafiato, dopo il belvedere sul Golfo di Gaeta e il Massico. Pensare che la struttura risale ai popoli che abitavano il vulcano prima dei Romani, effettivamente, toglie il respiro: si ritiene che la cinta muraria sia stata costruita probabilmente nel V secolo a. C., e che i suoi costruttori fossero gli Ausoni/Aurunci, oppure i Sanniti.

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Cerquarola

Antiche case a Cerquarola
Antiche case a Cerquarola

Nascosto nel cuore del castagneto, il borgo abbandonato di Cerquarola è l’occasione per fare una passeggiata nel bosco, tra antichi muri a secco e attraverso un’aura di mistero che avvolge queste antiche costruzioni, insieme a tutto l’ambiente che le custodisce.

Si tratta di una breve escursione, magari da svolgere durante una passeggiata partendo dal centro di Roccamonfina. Era da tempo che avevamo il desiderio di visitare questo “borgo fantasma”, e finalmente ci siamo riusciti! Siamo partiti dall’antico convento di San Domenico, prendendo la strada che porta in direzione di Roccamonfina; dopo poche decine di metri c’è la mulattiera sulla sinistra che porta verso Cerquarola, indicata da un segnale.

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I mulini e la cascata di Conca della Campania

La cascata
La cascata

Siamo tornati alla splendida Cascata di Conca della Campania, dopo un bel po’ di tempo: fa sempre piacere ripercorrere sentieri già conosciuti, ma capaci di regalare nuove sensazioni e nuovi scorci di luoghi che credevamo altrimenti di conoscere… questo soprattutto se, in realtà, stavolta, a differenza dell’altra volta, si effettua l’escursione percorrendo un anello!

Così, stavolta siamo andati insieme al nostro amico Donato che, oltre a conoscere bene i luoghi e i sentieri della zona, ne conosce anche la storia e le peculiarità naturalistiche. Le caratteristiche dell’escursione sono già in larga parte contenute nel post dell’escursione già effettuata, salvo in questo caso aver percorso anche la seconda parte del sentiero: dal ponte di pietra sul Rivo Conca, stavolta non abbiamo svoltato direttamente verso la cascata (che si vede in questo punto dall’alto) attraverso l’area picnic, ma abbiamo proceduto dritti. Sono tantissimi i motivi di interesse contenuti in questa porzione di sentiero, che ci erano sfuggiti l’altra volta… pronti invece a farsi scoprire ora!

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Al Convento di San Domenico

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Via dei Cinque Ponti

Caratteristiche – Un bosco di castagni in autunno può essere davvero un incanto per i bambini: la mini-escursione tra Roccamonfina e il convento di San Domenico si sviluppa dal centro storico del paese e raggiunge la chiesa proprio attraverso il margine della foresta di castagni che ricopre splendidamente l’antico vulcano. La magia è assicurata per i piccoli escursionisti: i ricci, le foglie secche di vari colori, le castagne “superstiti” dopo la raccolta, i tronchi contorti, le antiche costruzioni tradizionali riprodotte in pietra lavica… ogni passo è una scoperta entusiasmante!

Si tratta di una passeggiata che parte da Piazza Amore e che, attraverso la pittoresca Via dei Cinque Ponti, risale su strada rurale verso il margine del castagneto: successivamente su comodo sentiero e poi di nuovo su stradina rurale, si raggiunge in breve il Convento di San Domenico.

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Le Ciampate del Diavolo

L'inizio del sentiero
L’inizio del sentiero

Caratteristiche – Lungi dall’evocare alcunché di diabolico, il sito delle “Ciampate del Diavolo” è, al contrario, qualcosa di preziosissimo: una meraviglia custodita dal Parco Regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano. La popolazione locale, in seguito alla scoperta di queste impronte ad inizio XIX secolo, ne attribuì la paternità al “diavolo”: chi altri poteva camminare scalzo sulla lava ardente? In realtà, si trattava di un sentiero che i nostri antichissimi progenitori percorrevano abitualmente, e che una serie di casualità fortunate ne ha permesso la conservazione e la fossilizzazione facendolo arrivare a noi.

Le “Ciampate del Diavolo” sono un sito unico al mondo dal punto di vista paleontologico: scoperto da pochi anni, esso custodisce le impronte di Uomo di Neanderthal più antiche al mondo in questo stato di conservazione ed in numero così elevato.

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