Category Archives: Le escursioni

Monte Faggeto

Il gruppo marcia verso la vetta del Faggeto su un tappeto dorato

Come da programma, il 12 novembre l’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e del CAI di Latina ha effettuato l’escursione a Monte Faggeto. Di difficoltà media per i giovani escursionisti, dato lo sviluppo e il dislivello, il cammino si è dipanato attraverso un caleidoscopio di foglie morenti e di colori festanti, che ha accompagnato l’allegro gruppo fino alla brulla e panoramica sommità.

Oltre ai ragazzi (ma alcuni di loro erano ancora più giovani!) e ai loro accompagnatori, c’era anche un’escursionista a quattro zampe che, spesso e volentieri, ha aiutato il gruppo nella sua salita facendosi guidare (o guidando?) i piccoli montanari.

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L’Orto della Regina

Di fronte alla mole ell’Orto della Regina

Misterioso e affascinante, l’Orto della Regina è un monumento risalente ad epoca antichissima, che lascia a bocca aperta il visitatore: nascosto sulla cima del monte Frascara, a 928 metri di altitudine, e nel cuore di un bellissimo bosco di castagni, il sito evoca forti emozioni e suggestioni. Ce lo si trova davanti alla fine della breve e divertente escursione all’interno del castagneto, all’improvviso, con effetto mozzafiato, dopo il belvedere sul Golfo di Gaeta e il Massico. Pensare che la struttura risale ai popoli che abitavano il vulcano prima dei Romani, effettivamente, toglie il respiro: si ritiene che la cinta muraria sia stata costruita probabilmente nel V secolo a. C., e che i suoi costruttori fossero gli Ausoni/Aurunci, oppure i Sanniti.

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Il Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei: Bellezza pura

Finalmente si torna sul Sentiero degli Dei! Finalmente si torna a inondarsi gli occhi di Bellezza, si torna a respirare aria di mare pur stando sul fianco della montagna, una montagna che affonda le radici proprio in mare, in un connubio che rende questo sentiero qualcosa di irripetibile, di unico, di meraviglioso: “la” Costiera!

La denominazione di questa escursione è tutto un programma: cosa può esserci di più ispiratore e splendido di un cammino divino? “Strada sospesa sul magico golfo delle sirene, solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito” recita Italo Calvino su una maiolica posta all’inizio del sentiero.

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Valle Fredda

Verso lo stazzo Valle Fredda

Inaspettato, un colpo di frusta durante la notte che precedeva il weekend, ha sconsigliato di effettuare escursioni troppo in altura; il vento era forte anche in fondovalle, e lo si vedeva mulinare chiaramente sulle vette: su Monte Amaro, su Serra delle Gravare, sul Marsicano. E lo si vedeva mulinare perché c’era qualcosa che mulinava: la neve che, sebbene non abbondante, era caduta in nottata lasciando un fresco, sottile manto oltre i 1700/1800 metri. Non era per niente detto che non ne potesse cadere altra, trasformandosi in pioggia dove eravamo noi, più in basso.

Ma noi non eravamo per niente preoccupati: una sgambata a esplorare un angolino del Parco che avevamo solo sfiorato, anni prima, e poi, un rapido rientro. Forse saremmo riusciti a evitare la pioggia; forse no. Ma non era poi così importante.

Un veloce saluto a Roberto al ristoro di Val Fondillo, e poi ci avviamo verso Valle Fredda. Si inizia dall’abituale sterrata che conduce nel cuore di Val Fondillo e verso Passo dell’Orso, il sentiero F2, per imboccare la deviazione verso destra in lieve salita, che passa davanti ad uno stazzo (i cani abbaiano e sono minacciosi, ma fortunatamente li abbiamo trovati chiusi all’interno del recinto!).

ItinerarioF2 all'inizio; F4 non appena presa la deviazione a destra
Distanza3,5 km
Dislivello270 m
TempiUn'ora e mezza circa
NoteSentiero senza difficoltà particolari; dislivello concentrato nella parte iniziale dell'F4
RistoriPresente il ristoro in Val Fondillo
Come arrivare Sulla SS 83, in territorio di Opi si accede all'area attrezzata della Val Fondillo, dove si lascia l'auto.

Tappeti d’autunno
Pioggia e sole, mentre in cima nevicava: bellissima sensazione!
Verso lo Stazzo Valle Fredda

Ci si trova quindi, quasi subito, sull’F4, che collega il ristoro di Val Fondillo con il rifugio di Forca d’Acero. Ma noi avremmo percorso solo un tratto di questo sentiero. Qualche maestoso esemplare di faggio ci accoglie lungo la salita che entra ed esce dalla vegetazione; le foglie iniziano a colorarsi (eravamo a inizio ottobre e alla fine di una stagione insopportabilmente calda anche quassù), e il vento continuava a sferzare intorno; il sentiero risultava abbastanza sassoso in questa fase, oltre che ampio, anche perché coincidente con il Grande Tratturo della Transumanza. Si segue il segnale che indica F4, e iniziano dolci saliscendi… ma inizia anche a piovere! Piove con il sole, una pioggerellina fresca e fine che non mette alcuna paura, e che permette di procedere senza preoccupazioni. Si continua, dentro e fuori dalla foresta, seguendo ruscelli e impluvi, finché, quasi all’improvviso, uscendo da uno di questi torrentelli secchi, ci si ritrova in un bellissima vallata: è lo Stazzo Valle Fredda!

Lo Stazzo Valle Fredda
Il “Pozzo” di Valle Fredda
La buriana s’avvicina!

La strada che scende da Forca d’Acero si trova proprio sopra di noi, percorsa da macchine veloci ma per noi lontanissime: Questo angolo di Parco è un piccolo paradiso all’interno di un paradiso più grande: verde prato circondato da alberi, cavalli placidamente al pascolo, vette rocciose e bellissime, in quel giorno imbiancate e turbolente. In effetti, la nostra pace era turbata da nuvolaglia minacciosa che si avvicinava sempre di più: in alto aveva ricominciato a nevicare, più giù la neve si trasformava in pioggia, e veniva verso di noi. Tranquillamente, con le gocce che cominciavano a cadere, ci riavviamo verso la Val Fondillo, un pochino come verso casa.

Anche in questo caso, la pioggia ci ha accompagnati delicatamente, senza vento, senza fretta: poi, al ristoro, la calda atmosfera di accoglienza e di amicizia ha contribuito a rendere una passeggiata in montagna qualcosa di speciale. Una fresca giornata di vento, pioggia, foglie colorate e arrosticini: l’autunno nel Parco Nazionale!

Campello

Delicati colori dell’autunno aurunco

L’altopiano di Campello offre varie possibilità di effettuare escursioni e tranquille passeggiate anche con la famiglia. Situato nel cuore del Parco dei Monti Aurunci a poca distanza dal Santuario della Civita, l’altopiano è attraversato da una comoda strada (coincidente con il sentiero n. 953) è dotato di un agriturismo aperto per gran parte dell’anno, e presenta anche un’ampia area pic-nic attrezzata. A poca distanza vi è il grazioso centro di Campodimele, e ancora più vicino il Woodpark, ossia il parco avventura dei Monti Aurunci. Meglio di così…

Lungo la strada, con due comode deviazioni, si possono facilmente visitare due luoghi molto belli e suggestivi: la Piana dei Pozzi e le Mura di Campello.

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