Category Archives: Borghi, Castelli, Musei

Foof – Il Museo del Cane

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Il parco di Foof

Foof – Il Museo del Cane è stata una scoperta eccezionale! A Mondragone, in un’area geografica famosa esclusivamente per le mille problematiche da cui è martoriata, questo Luogo assume dei significati di un’importanza eccezionale. Si tratta di uno spazio dalle molteplici valenze: è dedicato al migliore amico dell’uomo, ma è pensato su misura di bambini, famiglie e scuole. E’ inoltre capace di regalare ai fruitori un sito “puro”, dove è possibile lasciarsi andare a sogni ed emozioni, e dove si può ripercorrere la storia millenaria dell’amore che lega il cane all’uomo e l’uomo al cane.

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Roccamonfina: il Vulcano e le sue Castagne

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Calore d’autunno

Una delle prime volte che visitai Roccamonfina, anni fa, ricordo che, come risposta alla mia domanda su come si facesse a raggiungere il cratere dell’omonimo vulcano, una persona del luogo mi rispose: “Già sei nel cratere!”. In effetti, si stenta a credere che ci si trovi su un vulcano (anzi, al suo interno!) dalle origini molto simili a quelle del ben più famoso e famigerato Vesuvio: dolci declivi, ampi pianori, vegetazione lussureggiante, borghi che conservano un’atmosfera ancora antica. 

Roccamonfina è uno di questi, immerso, a poco più di 600 m di quota, nel cuore di una bellissima foresta di castagni che ammanta il fondo dell’antica caldera, colorandola di un verde intensissimo. Quella delle castagne nel Parco di Roccamonfina è più di una tradizione: è senz’altro una delle attività economiche più importanti del luogo. Già a fine estate, percorrendo le spettacolari strade che si inerpicano su per il vecchio vulcano, si possono osservare le febbrili opere di pulizia del sottobosco, propedeutiche all’attività di raccolta vera e propria, che culminerà nelle varie sagre locali, tra cui una delle principali è proprio quella di Roccamonfina.

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Civitella Alfedena e il Lupo

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Tenerezze

Civitella Alfedena, sospeso nel cuore verde di una delle aree più selvagge del Parco Nazionale d’Abruzzo, è anche il “Paese del Lupo”. La presenza dell’area faunistica alle porte del centro appenninico regala la possibilità di osservare esemplari di lupi in semilibertà. Anzi, dall’Itinerario Natura che parte dalle spalle del Centro Visita/Museo del Lupo Appenninico, ci si può divertire ad effettuare veri e propri avvistamenti di un’intera famigliola di lupi: da pochi mesi infatti, la lupa denominata Dacia ha dato alla luce tre lupacchiotti (di cui il più piccolo è purtroppo morto dopo poco tempo). E’ un’emozione osservare i piccoli giocare con i loro genitori; ed è bellissimo constatare come la ferocia di uno spietato predatore si possa trasformare nella dolcezza infinita con cui sa coccolare i propri piccoli.

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Minturnae e Minturno

 

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Veduta dell’Area Archeologica di Minturnae

La visita alla città romana di Minturnae e ai principali monumenti del borgo medievale di Minturno è stata un’opportunità per scoprire e riscoprire luoghi che meriterebbero ben altra eco e rilevanza nel panorama turistico culturale italiano; soprattutto, meriterebbero ben altra cura, considerazione, pubblicizzazione.

La doppia visita è stata curata da Italia Nostra in due diverse giornate, nell’ambito delle attività del Premio Dragut 2013. Visitare questi luoghi con l’ausilio di una guida capace e competente ha permesso ai presenti di guardarli con occhi diversi e con maggiore partecipazione.

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San Galgano: sulle orme di Excalibur

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Interno dell’abbazia

Siamo giunti all’abbazia di San Galgano in auto e, sebbene non ci sia stato possibile arrivare a piedi in escursione come già raccontato altrove, l’emozione provata al colpo d’occhio offerto dal complesso e dallo scenario che lo racchiude non ne ha certo risentito. Immersi in un mare di giovani spighe di grano, le rovine della chiesa e l’eremo di Monte Siepi mozzano letteralmente il fiato: viali, alberati di cipressi come nella più toscana delle tradizioni, conducono alle imponenti rovine del monastero e alla chiesetta sul colle che custodisce la vera Spada nella Roccia, sotto un cielo fatto di luce e di blu. I poggi circostanti sono un’armoniosa alternanza di boschi e di campi, di colline selvagge e valli coltivate. Un incanto.

L’atmosfera idilliaca del luogo è senz’altro alimentata dal mito che aleggia intorno alla figura del Cavaliere fattosi santo e della sua Spada trasformata in estremo simbolo di pace: una Croce piantata a mani nude nella Roccia. E’ qui, infatti, che nasce probabilmente la fiaba di Re Artù!

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