Category Archives: Altre Lazio

La Cavendish Road

La partenza!

Ogni anno, ogni volta, questa (per me) misteriosa Cavendish Road mi sfuggiva, per i motivi più svariati: impegni di famiglia, impegni escursionistici di altro genere, impegni lavorativi, malanni di stagione, ecc. Mi dicevo “prima o poi ci andrò; prima o poi ci andremo…”

Ebbene, eccoci qui! Ma sapete che vi dico? Che è valsa la pena aspettare tutto questo tempo: la scoperta della Cavendish Road si è infatti accompagnata a moltissime altre scoperte e sensazioni, rappresentate da volti, sorrisi, emozioni, conoscenze (storiche e ambientali), nuove e vecchie amicizie.

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La Caldara di Manziana

Estasiati di fronte al geyser della Caldara di Manziana

La Caldara di Manziana è uno di quei posti di cui senti parlare raramente, semi-sconosciuto ai più. Inoltre, ti dici, è abbastanza lontano da casa per un gita di un giorno. Per cui, accantoni la soluzione nella tua testa, ti dici che, se capita, un giorno andrai, ecc. Poi, vedi al cinema un film molto bello e ti incuriosisci circa la sua location, e allora scatta qualcosa che ti determina ad andare, a costo di dover passare molte ore in macchina.

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Il Parco dell’Appia Antica e la Caffarella

La meraviglia della Regina Viarum

Tornare al Parco dell’Appia Antica e alla Caffarella è stata la realizzazione di una promessa fatta a noi stessi vari anni fa: “ci dobbiamo tornare in bici!”

E ci siamo tornati, tutti insieme, in bici, per attraversare quanto più possibile di questo Parco unico al mondo, la punta di diamante del sistema dei Parchi di Roma, un connubio di bellezze archeologiche incomparabili, natura e città.

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Capo Fiume

Cascatella a Valle dei Santi

Capo Fiume è stato un gradito ritorno, nonostante il caldo torrido e la scarsità di acqua. In effetti, proprio la persistenza di temperature bollenti ha suggerito all’Associazione Atargatis di optare per un percorso in gran parte all’ombra e lungo un fresco corso d’acqua, che si sviluppa a partire dalla Valle dei Santi e che, dopo il curvone in corrispondenza del ristorante omonimo, diviene l’orrido di Capo Fiume.

Il caldo e la siccità hanno colpito anche quest’ombroso anfratto degli Ernici, rendendo grato il bosco agli escursionisti, ma anche superfluo l’utilizzo di calzature “anfibie”, dato il basso livello di acqua. Quest’ultima era anzi completamente assente a monte dell’ultima sorgente. Un’ulteriore testimonianza di un cambiamento climatico che si fa sentire anche nella vita degli escursionisti e che, in questo caso, ci ha consentito di raggiungere la parte più alta del canyon, altrimenti normalmente inaccessibile a causa del livello dell’acqua.

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