Category Archives: Nel Lazio

La Valle dei Santi

La cascata
La cascata

Per questa bella escursione nella Valle dei Santi si torna nel territorio di Collepardo e degli Ernici: lungo la strada che porta alle Grotte dei Bambocci (come sono anche chiamate le grotte del paese ciociaro), il sentiero inizia in corrispondenza di un pannello informativo, sotto forma di sterrata che scende verso il ruscello. Si tratta dell’LH8 del CAI, quindi un sentiero che può essere utilizzato anche con la carrozzella da persone diversamente abili; successivamente diviene LHT4, ossia percorso tattile per i non vedenti. La manutenzione è eccellente, e gli attraversamenti del ruscello vengono effettuati servendosi di comodi ponticelli di legno, che danno comunque un tocco di avventura all’escursione. Inutile dire che la presenza del ruscello, con le sue cascate e cascatelle, il suono dell’acqua e i ponticelli in legno rendono il percorso estremamente interessante per i bambini!

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La campagna minturnese

Prato e bosco
Prato e bosco

Un percorso escursionistico nella campagna minturnese può sembrare qualcosa di bizzarro o di utopistico; la bellezza di alcune zone collinari, invece, ci dice esattamente il contrario: come questo percorso che va dai Reali, nell’entroterra di Minturno, alla pianura retrostante i paesini di Tufo e Pulcherini, ricco di piccole meraviglie, di ruscelli, vecchi casolari rurali, prati, radure e boschi. Una piccola vallata che sembra essere stata solo sfiorata dall’aggressione di cui le zone più urbanizzate circostanti sono state fatte oggetto nel corso degli anni.

Questo percorso inizia dalla località detta “I Reali”, alle spalle di Minturno, e scende per la campagna fino ad arrivare a “via Bracchi”. Se si vuole evitare la parte in salita (al ritorno), si può effettuare il percorso all’inverso. In totale si tratta di 5,4 km circa, che si percorrono in poco più di due ore, due ore e mezza (valori andata e ritorno). Il dislivello è di approssimativamente 100 m, concentrati tutti nel tratto iniziale. Non vi sono difficoltà particolari, tranne il fondo molto accidentato di alcuni tratti di sterrata, e la possibilità di trovare molto fango dopo le piogge. Quest’ultimo aspetto rende comunque il percorso divertente e più vario, con la presenza di molta acqua. E’ naturalmente consigliabile, in tal caso, andare ben equipaggiati e indossare un paio di ghette per evitare umide sorprese.

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Le sorgenti del Cosa

Lungo il sentiero
Lungo il sentiero

Caratteristiche – Dal grazioso centro di Guarcino il sentiero si fa strada nella vicina gola, verso le Sorgenti del Cosa. La località, conosciuta anche come Capo Cosa, si trova all’interno di una bellissima faggeta che si sviluppa sui fianchi dell’orrido, alla fine del quale sorge proprio il paese ciociaro. Il percorso è interessante in tutte le stagioni, data la presenza del bosco e la possibilità di riscontrare abbondante innevamento in inverno (con possibilità quindi di ciaspolare). Da evitare i periodi di pioggia o di disgelo, quando è verosimile incontrare il ruscello in piena, con conseguenze sicuramente pericolose.

Si tratta di un anello di poco più di 8 km di lunghezza; sono necessarie oltre 4 ore per percorrerlo interamente, con un dislivello di circa 530 m (ascesa totale: 733 m; discesa totale 510).

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Monte Gemma

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Il pianoro di Santa Serena

Caratteristiche: L’itinerario che sale a Monte Gemma da Santa Serena offre una bellissima panoramica dei tipi di ambiente che caratterizzano i Monti Lepini: dal pianoro carsico di Pian della Croce, più conosciuto come Santa Serena, il cammino si inerpica subito dopo nella faggeta, per poi continuare in salita attraverso paesaggi pietrosi e brulli che si alternano a tratti boscosi. Proseguendo con vari saliscendi si percorre la cresta di Monte Salerio e si raggiunge Monte Gemma; il ritorno avviene ad anello scendendo in maniera decisa per il bosco e ricongiungendosi con la strada che raggiunge Pian della Croce.

Il dislivello di circa 410 m non rappresenta in sé alcunché di proibitivo e rende l’escursione adatta a chiunque; tuttavia, proprio la presenza dei saliscendi fa aumentare l’ascesa totale a circa 620 m, aspetto che rende l’itinerario piuttosto impegnativo se si utilizza il baby-carrier (come può ben dire chi sta scrivendo il post!). In tal caso, ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dalla presenza di tratti di pietraia sul crinale, o da un tratto particolarmente ripido attraverso la faggeta, scendendo da Monte Gemma: si raccomanda quindi l’utilizzo, insieme allo zaino porta-bimbo, dei bastoncini, importantissimi tanto come elemento di equilibrio che come fattore di sgravio delle articolazioni.

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