I Bracchi

Il verde di Pulcherini e dei Bracchi

Domenica 7 maggio il ciclo de “Le Vie dei Colli Minturnesi” è giunto al suo secondo appuntamento con la passeggiata da Pulcherini ai Bracchi. Una sgambata aperta e adatta a tutti, alla riscoperta di angoli ormai dimenticati della nostra campagna; questa riscoperta si è spinta oltre, grazie alle pazienti spiegazioni di Nicola, raccoglitore e conoscitore di erbe spontanee, giunto appositamente da Lenola per passare questo pomeriggio con noi. Ma altre sorprese non sono assolutamente mancate, anzi!

L’evento, organizzato dall’Associazione Way con il patrocinio del Comune di Minturno, ha riscosso un notevole successo in termini di partecipazione e di entusiasmo. Il nutrito cordone di persone si è snodato per i vicoli di Pulcherini, per poi puntare la campagna che dà a nord, verso i Cerri, e prendere una stradina rurale diretta verso i Bracchi. La località è nota in zona per ospitare l’evento della Passione, appuntamento tradizionale del Venerdì Santo; al di là di questo, probabilmente in pochi si sono mai avventurati per queste contrade. Noi invece l’abbiamo fatto.

La partenza: un po’ di gente a Pulcherini con Francesco che presenta l’iniziativa
Enzo e la “falena testa di morto”

Una prima sorpresa c’è stata poco fuori dal centro abitato, in corrispondenza di un grande albero di quercia: il nostro Enzo Orgera, micologo e appassionato in generale di natura, oltre che organizzatore di questo ciclo di eventi con Way, ha liberato un esemplare appena schiuso di Acherontia atropos, detta anche “falena testa di morto”. In maniera molto semplice, è stato spiegato ai presenti il processo che ha portato alla metamorfosi del bruco all’interno della teca attrezzata appositamente da Enzo. La denominazione del bellissimo insetto notturno deriva dalla presenza di una “decorazione” su dorso delle ali, che ricorda molto da vicino un teschio umano, una “testa di morto”, appunto. La falena è stata poggiata sul tronco della quercia, in attesa del suo risveglio durante le ore notturne.

Il cordone ha proseguito verso la sorgente/fontana dei “Piruni”, luogo caro alla memoria degli abitanti di Pulcherini: “Chi va a piglià l’acqua agli Piruni pigliasse l’acqua e lasciasse gli lemuni!” urlava il banditore comunale. La sorgente sgorga ancora dalla vena d’acqua di queste colline, retaggio di un passato in cui la campagna era ricca di vita, di voci, di canti, di fatiche.

Alla Fontana dei “Pironi”
Nell’Azienda Agricola Mastandrea: la folla segue Nicola il raccoglitore di erbe

Proseguendo, abbiamo raggiunto l’Azienda Agricola Mastandrea, nelle persone di Gianni ed Elena, che ci ha accolto con bevande fresche e naturali; all’interno dell’azienda, oltre a una deliziosa asinella incinta e ad altalene all’ombra di grandi alberi, c’era proprio Nicola, che ha iniziato la sua paziente opera di illustrazione dei segreti delle piante che ci circondavano e di molte delle quali si è persa completamente memoria e cognizione degli innumerevoli, benefici effetti. Il crocchio di persone che si è creato intorno a Nicola si è dimostrato estremamente interessato e partecipe alle spiegazioni fornite. Uscendo dai terreni dell’azienda, in breve i partecipanti hanno raggiunto di nuovo il piccolo borgo, terminando così questo simpatico e coinvolgente circuito ad anello. L’appuntamento è stato già dato per il 27 maggio, quando “Le Vie dei Colli Minturnesi” ci riserveranno altre sorprese!

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