Barrea

P1100184Tempo fa un abitante di Barrea, parlando con me del suo paese, lo definì “la Perla del Parco”. Una definizione che potrebbe apparire un pochino altisonante… per il visitatore frettoloso: bel borgo, abbarbicato sulla roccia, centro storico di pietra viva, il lago… la fretta di raggiungere l’attacco del prossimo sentiero.

Premesso che tutti i paesi del Parco per me sono dei gioielli e che sono innamorato di ciascuno di essi, tanto in Abruzzo che sul versante laziale, una sosta a Barrea fa scoprire effettivamente un piccolo universo, una specie di bolla temporale in cui ci si rende conto di come la mente rallenti e gli occhi si girino intorno desiderosi di guardare tutto quello che li circonda.

Il centro storico di Barrea, infatti, NON è solo Via Roma, che si intravede dal curvone della Statale Marsicana, tutt’altro! Per entrare nel cuore del paese occorre infatti lasciare l’auto e andare a piedi: ci si accorge così di tutto quello che, fino a quel momento, si era perso: l’arco da cui inizia il paese vecchio, i vicoli, le scalinate, il castello, le gole del Sangro su cui si affaccia il paese. E ci si rende conto che Barrea non è solo il paese da cui sono raggiungibili in pochissimi minuti alcune tra le principali destinazioni escursionistiche del Parco: la Iannanghera, Lago Vivo, Val di Rose, Passo Godi, la Camosciara

Il Castello
Il Castello

Il lago poi, non è un lago qualunque… bacino artificiale, regala in realtà delle vedute che lasciano senza fiato a qualsiasi ora della giornata e con qualsiasi condizione atmosferica. I tramonti, a seconda della stagione, sono di un rosso fuoco che spunta dalle spalle dei monti, o di un bagliore accecante che fuoriesce dall’acqua.

Per le stradine del paese i bambini giocano tranquilli, si respira davvero aria di altri tempi, ritmi rallentati, umani.

Vera e propria chicca è la possibilità di visitare, acquistando un biglietto combinato dal costo di un solo euro, il castello e l’Antiquarium della Civiltà Safina. Il castello è un gingillo: di dimensioni contenute, è in ottimo stato ed è tenuto praticamente come un giardino, con siepi e fiori che rendono la visita piacevolissima. La salita ai torrioni regala delle vedute impareggiabili del centro storico e del lago, senza considerare la gioia che generalmente provano i bambini a visitare un castello, soprattutto se di dimensioni “a portata di bimbo” come questo!

Scendendo per le scalette di Via Castello, si ritorna su Corso Duca degli Abruzzi e, percorrendo pochi metri, si può visitare l’Antiquarium. Non tanto grande, è comunque ben allestito e molto interessante da visitare. Campeggia a tutta parete una grande foto risalente al 1940, quando il lago ancora non esisteva, e la Valle Regia era ancora verde. In effetti, anche la creazione del lago da parte dell’uomo ha determinato varie scoperte archeologiche, in primis quelle delle tombe safine. I Safini, poi ribattezzati Sanniti dai Romani, avevano in grandissima considerazione la morte, e dalle sepolture della loro gente (di cui vi sono delle interessanti ricostruzioni nelle teche del museo) abbiamo potuto apprendere molto sulla loro civiltà.

Interno dell'Antiquarium
Interno dell’Antiquarium

Amavano le loro terre, e le difesero strenuamente dall’espansionismo romano. Su questi monti trovarono forse una loro dimensione, al punto da sceglierli come passaggio alla “vita dopo”.

Se poi tutto questo non basta, si può sempre guadagnare in pochi minuti il poggio al di sopra del paese, e magari godersi lo spettacolo del tramonto sul lago, sui monti, su Civitella Alfedena e Villetta Barrea, e sul borgo sottostante: qualcosa che riconcilia con il mondo!

 

 

 

 

 

 

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