Autunno aurunco

IMG_6556L’autunno sui Monti Aurunci è una stagione capace di rivelare il volto vero e meno conosciuto di questa catena montuosa: molti osservatori superficiali, guardandola dal mare, sostengono immancabilmente che si tratti di montagne brulle e solitarie e, di conseguenza, poco interessanti. Niente di più falso! Solo venendo quassù si può apprezzarne la multiformità e la sorpresa che sanno regalare ogni volta. I colori che regalano i boschi aurunci durante l’autunno sono sempre qualcosa di inaspettato e di gioioso, tanto da farci affermare che “il Canada è qui”!

Sarà un’esagerazione, o forse no, fatto sta che salire sul Monte Petrella attraverso il Canale di Faggeto ha rappresentato, nuovamente, un piacere unico. Nonostante non mancassi da molto su questo sentiero, il succedersi di colori e di scenari hanno reso il percorso nuovo e bellissimo da rifare. L’autunno che inizia ad entrare nel vivo, i colori delle foglie che cadono, le gocce di rugiada sulle foglie di salvia o su quelle secche di acero, funghi di ogni colore e dimensione; e poi, castagne, tantissime castagne, tanto che a tratti il sentiero sembrava il letto di un fachiro, tappezzato di ricci contenente il goloso frutto. In realtà, sembra quasi impossibile che i pochi castagni rimasti possano donare così tanti frutti, ma così è stato, e ce n’era per tutti! Continuavano a cadere sulle foglie, dando un ulteriore tocco di bellezza ai colori del bosco.

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Colori

Come già si è detto, nel Canale di Faggeto l’attrazione più bella è la foresta: indimenticabile, custodisce al suo interno bellissimi giganti. Il gruppo li osservava a bocca aperta, incredulo che a così pochi chilometri dalla spiaggia potessero esserci di simili sorprese. Salendo, la foresta dava la parvenza di divenire meno fitta, fugando subito questa illusione ed anzi, colorandosi in maniera sempre più accesa. Le foglie di faggio iniziavano ad alternarsi in alcuni tratti con pigne ed aghi di abete… l’eroica abetaia in quota, tra il Campetelle, il Sant’Angelo e il Petrella, una sorpresa ogni volta!

Gaeta che fluttua tra terra, mare e cielo
Gaeta che fluttua tra terra, mare e cielo

Poi, il carsismo inizia a farla da padrone, con le sue rocce, pietre, anfratti, che prendono il sopravvento sulla vegetazione, fino a ricoprire tutto di un abbagliante argento che quasi si rispecchia in quello traslucente del mare. L’alta pressione schiaccia l’aria e fa sì che il Vesuvio, il Faito, Ischia e le Isole Pontine, fino al Circeo là in fondo, sembrino sospesi tra cielo, mare e terra. I colori autunnali accompagnano le dolci gobbe dei monti. Lo sguardo si apre tra i Lepini e l’Appennino laziale-abruzzese, fino al Matese, al Partenio, ai Picentini.

Frutti d'autunno
Frutti d’autunno

Una salita molto dura, ma resa piacevole e più dolce dall’armonia che l’autunno di questi Monti è capace di sprigionare. Rientrati a Spigno Vecchio molti di noi si sono anche resi conto, come per incanto, di avere zaini, tasche e sporte piene di castagne… ulteriore magia di queste montagne arcigne ma inaspettatamente generose.

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