All posts by Marco Tarantino

Raduno Regionale AG a Monte Faito

La veduta dalla vetta del Faito verso la Serra di Celano

Ho avuto la fortuna e il privilegio di essere ospite al Raduno Regionale dell’Alpinismo Giovanile Lazio, che si è svolto in terra abruzzese, nel cuore del Parco Regionale del Sirente-Velino, e che ha visto un doppio cordone di ragazzi provenienti da varie sezioni di Alpinismo Giovanile laziale marciare contenti verso la Serra di Celano (i più grandicelli) e verso il Monte Faito (i più piccolini). Mi sono allegramente unito al corteo di questi ultimi, partendo dal Parco della Pinetina, poco fuori Ovindoli, tra prati meravigliosi sull’orlo di scoppiare di fiori. Lo scenario è davvero da sogno: mi viene in mente Castelluccio di Norcia (anche se per ora l’ho ammirato solo in foto), ma anche sprazzi altoatesini che affiorano nel guardare verso la mole della Serra di Celano che si staglia da questo verde acceso e fiabesco.

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Su Monte Faggeto con il CAI e il Parco dei Monti Aurunci

Bellissima giornata per me in occasione della giornata “In Cammino nei Parchi” che la Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del CAI del Lazio ha organizzato scegliendo il Parco dei Monti Aurunci, per la precisione Monte Faggeto. Io mi sono unito alla “comitiva escursionistica” dando il mio umile ed entusiasta contributo. Se ne parla sul sito del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Ma se ne parla anche qui, sullo Scarpone, la rivista ufficiale online del CAI.

Sono giornate che ti regalano tante piccole cose, e che ti ricorderai anche tra molto tempo, trascorse con persone da cui puoi imparare e a contatto con la natura degli Aurunci, sempre emozionante.

25 aprile alla Camosciara

Benvenuti alla Camosciara!

La Camosciara è uno di quei luoghi che mi hanno lasciato a bocca aperta quando ero bambino, e che bramavo di rivisitare quanto più spesso possibile: le cascate, il bosco, il nome che mi faceva sognare di vederli davvero, i camosci, l’atmosfera della gita in famiglia… tutte cose che mi sono rimaste dentro e che ora rivivo nei miei bambini.

Anzi, rispetto ad allora, le cose sono anche migliorate: una volta si poteva giungere al piazzale superiore con l’auto, generando comunque caos e inquinamento fin nel cuore di un’area integrale. Oggi invece, la confusione rimane confinata giù, all’area attrezzata, dove è comunque possibile trovare il proprio posto in tranquillità e passare una giornata all’aperto.

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Monte Revole

La vetta del Revole con gli Appennini innevati sullo sfondo

Divertente e spettacolare, l’escursione lungo la cresta di Monte Revole è un trionfo di rocce e di fiori, con la vista libera di spaziare dal mare alla piana di Campello, a quella di Polleca e fino a Montecassino e all’Appennino. Erano vari anni che non percorrevo questo sentiero, e ho trovato molto piacevole avanzare tra mille pietre, riscoprire le varie forme che il carsismo ha regalato alle rocce e ammirare le delicate, bellissime orchidee che tra quelle pietre sono eroicamente spuntate.

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Ernici nascosti

Ernici nascosti ci aspettavamo, e bellissime montagne al momento del risveglio abbiamo trovato! In un’escursione che ha visto impegnati gli adulti dell’Associazione Atargatis e i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di Latina, la parte del leone l’ha fatta il sole di questo bello scorcio di inizio primavera, con un bosco ancora quasi del tutto “implume”, con i primi fiori che facevano capolino, le foglioline che stavano prendendo forma, e gli uccellini che cantavano nel silenzio della foresta.

La certosa di Trisulti dal Vado di Porca

Escursione dallo sviluppo di quasi 10 km e dal dislivello totale di quasi 650 m, ha preso le mosse dal magnifico monumento della Certosa di Trisulti e, seguendo la strada, ci ha portati ad ammirare da vicino le vestigia dell’antico monastero di San Domenico; da là, riattraversando la strada, è salita per l’Eremo omonimo, dove si è potuta ammirare la chiesetta scavata nella roccia. Poi, per una deviazione, il cammino è continuato fuori sentiero, per guadagnare con un periplo attraverso il bosco (oltre che alcune recinzioni che abbiamo provveduto a richiudere) il Vado di Porca e ridiscendere verso la stupenda cascata di Capo Rio, per poi nuovamente risalire, guadando guadando e successivamente su comoda sterrata, alle Cappellette e a Trisulti, con ultimo tratto sulla strada che riporta alla certosa. Il tutto al cospetto della Rotonaria e di cime più elevate e ancora innevate.

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