Arrampicata

Sul Castello Invisibile
Sul Castello Invisibile

Parlare di arrampicata su un blog che tratta di escursioni e attività per bambini e famiglie? E’ appropriato o non è, piuttosto, una forzatura, dato che si tratta di un’attività tutt’altro che tranquilla, anzi, pericolosa e generalmente praticata da energumeni desiderosi di mettersi in mostra? Senz’altro non è uno sport per bambini!

Fermiamoci un attimo.

Stanno davvero così le cose, e l’arrampicata sportiva è davvero off limits per le “persone normali”, oppure la “vulgata” contiene anche una buona dose di luoghi comuni?

C’è un solo modo per scoprirlo: provare!

Innanzitutto, che il “free climbing” non possano praticarlo ragazzi e bambini è una bufala enorme, dato che, anzi, se si inizia in tenera età, come molte cose, lo si impara prima e più facilmente, superando con maggiore facilità tutta una serie di paure e pregiudizi legate a quest’attività. Ma di questo, si spera di riuscire a parlare con maggiore cognizione di causa in futuro.

Sicura!
Sicura!

Per il resto, avvicinarsi all’arrampicata sportiva è possibile a qualsiasi età: l’importante è che lo si faccia rispettando determinati standard di sicurezza e, se si inizia da zero, affidandosi a strutture ed istruttori qualificati. Così, a me e mia moglie c’è venuto questo “sfizio”, e devo dire che rivolgersi alla “Polisportiva Gaetaventura” e alla sua istruttrice Francesca è stata una scelta vincente. Affiliata alla UISP (Unione Italiana Sport Per Tutti, e sottolineo il “per tutti”), la Polisportiva si avvale della struttura di tutto rispetto offerta dal Coni di Formia. Naturalmente, per le uscite su falesia, la nostra zona è forse tra le migliori d’Italia (e non solo), potendo godere delle innumerevoli vie (di tutte le lunghezze e difficoltà) che si trovano sul litorale tra Gaeta e Sperlonga, tra il cosiddetto Castello Invisibile e il Monte Moneta. Zona che meriterebbe di maggior valorizzazione e rispetto per le enormi possibilità che offre in termini di turismo sostenibile, ma… vabbè, lasciamo perdere…

Indoor.
Indoor.

Ti troverai a misurarti solo con i tuoi limiti” mi aveva detto un amico vari mesi prima che iniziassi il corso. Può sembrare una frase fatta, ma non c’è niente di più vero: per un genitore che inizia quest’attività, e che la intraprende considerandola più di una mera attività sportiva (diciamo una disciplina?) è facile vedere ragazzi più giovani che lo “superano” nel completamento di una via, nell’effettuazione di un passo incrociato, nella chiusura di un boulder. Ma è bellissimo osservarsi comunque superare ogni volta un piccolo confine interiore, riuscire a fare ogni volta qualcosina in più, fino a guardare negli occhi quello che fino a poco prima era un paralizzante “senso del vuoto”, e imparare ad andare oltre, affidandosi con nuove modalità all’altro. Misurarsi solo con i propri limiti. Ecco, questo è. Questa è l’arrampicata sportiva. E allora, credo che una roba così serva a qualsiasi persona, e che un genitore possa trovare da un’esperienza a suo modo così intensa qualcosa da trasmettere ai propri figli; se non altro, la capacità di osservare le cose da un punto di vista diverso, la capacità di guardare ad un ostacolo come un’opportunità in più per misurarsi, ma soprattutto per divertirsi. Perché, alla fine, se non ci si diverte, che papà si può mai essere?

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