L’Appia Antica

La Via.
La Via.

Quando si parla di Appia Antica, il pensiero va immediatamente (e anche giustamente) allo stupendo, omonimo parco che si estende nel cuore di Roma, un unicum mondiale. Qualcosa di unico è comunque rappresentato dalla Regina Viarum nel suo insieme, che conserva ancora porzioni in stato di conservazione eccellente lungo l’originario percorso. Uno di questi si trova nel Parco dei Monti Aurunci, tra Fondi e Itri: e anche questo è qualcosa di eccezionale, un vero e proprio viaggio nella storia.

La sovrapposizione di epoche storiche diverse permette un’escursione lunga più di 2000 anni: dal rombo dei camion e delle auto sulla vicina SS7 Appia, al basolato romano il passo è… breve! Giungendo dal lato fondano, si può parcheggiare in prossimità dell’inizio dell’antico percorso: per chi proviene da sud, occorre stare attenti all’indicazione poco visibile. Inoltre, la pressoché totale assenza di aree ombreggiate, sconsiglia di svolgere l’escursione nei mesi più caldi dell’anno.

ItinerarioSentiero n. 925
Distanza1,7 km solo andata
DislivelloTrascurabile
Tempi2 ore, 2 ore e mezza A/R
Elementi di interesseI resti di varie epoche storiche
NoteDa evitare nella stagione più calda; privo di difficoltà particolari; fattibile con passeggino robusto
Punti di ristoroAssenti
Come arrivareA sud di Fondi, seguendo la S. S. 7 Appia. Dall'altro versante, si giunge dopo la serie di tornanti che si trovano dopo Itri.

Il tratto di Appia Antica percorribile per l’escursione coincide con il sentiero n. 925 del Parco dei Monti Aurunci (oltre che ricadere interamente nella Via Francigena del Sud). Non presenta difficoltà particolari ed è caratterizzato da un dislivello irrisorio; se siete muniti di passeggino particolarmente robusto, potete arrischiarvi a provare, stando attenti ai lastroni più sporgenti dal suolo.

Pietre di Storia
Pietre di Storia

In tutto, l’escursione si estende per 1,7 km, da percorrere in un’ora, un’ora e mezza circa. In buono stato di conservazione, all’inizio il tratto di Appia si svolge praticamente rettilineo, con basolato inizialmente romano e successivamente di epoca borbonica, fino al Forte di Sant’Andrea, costruito sui resti di un antichissimo tempio dedicato ad Apollo. Ci troviamo infatti nella Gola omonima, punto di passaggio cruciale per gli eserciti delle epoche che furono. In questo canalone le truppe irregolari borboniche, sul finire del 1798, capeggiate dall’itrano Michele Pezza, meglio conosciuto come il brigante Fra’ Diavolo, respinsero temporaneamente i Francesi: è forse da questo episodio, in cui la male armata e sbandata compagine del brigante riesce a tenere testa all’esercito più potente d’Europa, che nasce il mito di Fra’ Diavolo.

La Via bypassa dolcemente il Forte e continua, avvicinandosi alla Statale, che segue parallelamente per l’ultimo tratto, con un fossato a separarle.

Incontri
Incontri

E’ senz’altro un’escursione accessibile a tutti, una passeggiata particolare, nel mezzo di una vegetazione pioniera rigogliosa e su pietre cariche di secoli e secoli di storia.

ANTICA VIA APPIA