L’anello di Val di Rose

L'inizio del Sentiero
L’inizio del Sentiero

L’anello della Val di Rose è una delle escursioni più belle che si possa effettuare nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: lunga e abbastanza impegnativa, la sua spettacolarità la suggerisce comunque a ragazzi e famiglie usi a camminare in montagna, magari senza bambini troppo piccoli. Si attraversano e si ha contatto (se non altro visivo) praticamente con tutti gli ambienti del Parco: il borgo, la faggeta con alberi enormi e secolari, la radura con il prato, la zona rocciosa, il crinale in altura, il rifugio, la sorgente e il ruscello, il bosco misto, il lago. Un succedersi di scenari e di vedute mozzafiato, con la concreta possibilità di avvistare anche (a distanza nemmeno eccessiva) qualche camoscio e qualche rapace. Da tener presente che questo sentiero è ad accesso limitato e controllato dal Parco durante gran parte dei mesi estivi.

L’escursione parte dalla zona alta di Civitella Alfedena, all’attacco del sentiero I1 del Parco, che percorre tutta la Val di Rose, valica Passo Cavuto e raggiunge il rifugio di Forca Resuni; da là si ridiscende per il K6, che attraversa Valle Risione e poi Valle Iannanghera, per raggiungere la sorgente omonima, da cui si intraprende l’I4 per Civitella Alfedena; la fine dell’escursione si trova a poche decine di metri dall’inizio dell’I1.

Si parte dai 1100 m di Civitella per giungere ai 1952 di Forca Resuni (passando per i 1942 di Passo Cavuto): dislivello quindi rispettabile, di 850 metri. La lunghezza è di circa 13,5 km, per tempi di percorrenza, a seconda delle pause, che si aggirano intorno alle 7 ore.

ItinerarioSentiero I6 da Civitella Alfedena fino a Forca Resuni; K6 fino alla Sorgente Iannanghera; I4 fino a Civitella Alfedena
Lunghezza12,8 km
Dislivello850 m
TempiQuasi 8 ore
Elementi di interesse per bambini e ragazziL'estrema varietà degli ambienti attraversati; possibilità di avvistare animali selvatici nel loro habitat
Presenza punti di ristoroIn paese
Possibilità uso passegginoNo

Il sentiero (inizialmente l’I1) inizia subito con salita sostenuta, che in breve raggiunge la faggeta, non prima di aver regalato begli scorci sul lago di Barrea e sui borghi di Civitella Alfedena e Villetta Barrea: il bosco è arioso e accogliente. Una radura preannuncia che se ne è quasi usciti, e che Passo Cavuto non è lontano. Dopo un altro tratto di foresta lo scenario si apre e diventa spettacolarmente aspro di rocce e di fiori d’altura: a destra ci sono i contrafforti di Monte Sterpi d’Alto; a sinistra quelli del Boccanera. Questo tratto è probabilmente il più duro dell’intera escursione, con un dislivello abbastanza pronunciato su ripidi tornantini prima di raggiungere Passo Cavuto.

La vista da Passo Cavuto
La vista da Passo Cavuto

Una volta giunti al valico, di pochi metri sotto i 2000, il panorama diventa davvero mozzafiato, aprendosi su un altopiano bellissimo, che poi si inerpica verso la vetta più alta del Parco, ossia Monte Petroso: si può ammirare la foresta giungere a ridosso della zona rocciosa e il paesaggio che digrada contorto tra doline e qualche nevaio. In basso si può osservare la persistenza di un piccolo stagno, mentre il prato pullula di fiori. Il sentiero scende e lambisce la cresta dei monti che osservano dall’alto la Valle della Camosciara (pensare che chi si reca alla Cascata delle Ninfe per guardare queste vette deve stare col naso all’insù!). Con agevoli saliscendi il sentiero porta in una mezz’oretta alla ventosa Forca Resuni e al suo solitario rifugio, sulla sella tra il cosiddetto Petrosino e il Monte Capraro. Dall’altro lato c’è la Valle dei Tre Confini, praticamente la prosecuzione della Valle di Canneto: la veduta anche qui è impareggiabile, e si apre sull’altro lato fino a Barrea.

Dopo la dovuta sosta, si riprende il cammino iniziando la discesa sul sentiero K6. Dapprima in uno scenario roccioso, si guadagna in breve la foresta. Prima in Valle Risione e poi in Valle Iannanghera, qui la faggeta sembra essere più “severa” di quella della Val di Rose; in realtà nasconde esemplari bellissimi e secolari: faggi altissimi e vecchi aceri contorti che sembrano antichi spiriti del bosco. In meno di due ore si giunge alla sorgente Iannanghera, un altro dei molteplici ambienti che questa escursione sa regalare, dove ci si può rifornire di acqua, riposarsi e rinfrescarsi.

Forca Resuni
Forca Resuni

Facendo attenzione a non confondersi con il sentiero J2 che porta al Lago di Barrea, si imbocca l’I4 diretto a Civitella. Si raggiunge il paese nel giro di 45 minuti circa, attraverso un gradevole sentiero in lieve discesa, che percorre dapprima un bel bosco e poi si sovrappone a vecchie mulattiere che percorrono macchie e radure.

Mappa 

Download traccia

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.