L’anello del Ruazzo e del Tuonaco

La Valle di Sciro vista dal Ruazzo

Bellissima traversata tra tipici ambienti aurunci, l’anello del Ruazzo e del Tuonaco permette di unire tra loro i percorsi che portano alle rispettive vette mediante un interessante fuori sentiero che penetra nella Valle di Sciro, magnifico “deserto” di dune di roccia e di carsismo.

L’inizio dell’escursione avviene, come di consueto, da Acquaviva: per il sentiero 956 si sale per la vetta/sella del Mesole e verso il Fosso di Fabio. Gli elementi di interesse, com’è noto, in questo primo tratto sono molteplici e legati in gran parte proprio al carsismo: la spaventosa Ciauchella e l’antro del Fosso di Fabio sono un “must” di questa catena montuosa. Numerosi avvallamenti e piccoli inghiottitoi si intravedono qua e là. Talvolta può capitare di incontrare gruppi speleo alla ricerca di qualche anfratto da esplorare.

Altro aspetto di eccezionale bellezza, in questa prima parte di escursione, è la varietà vegetazionale: si passa dalla fitta lecceta a una foresta mista di carpini che, dopo il Mesole, si trasforma via via in una superba faggeta. Il tutto inframmezzato da alcuni tratti più assolati in cui si possono odorare e contemplare piccole praterie di salvia. In realtà, in questa stagione, la fanno più da padroni funghi e licheni all’assalto di tronchi e rami a terra. Unica grande assente, visto il periodo: la neve. Neanche una chiazza, niente di niente. Dopo la grande abbuffata di manto bianco di gennaio, ora ci si gode comunque questo semi-inedito paesaggio invernale, popolato qua e là di bucaneve (senza neve, appunto..) e crochi.

ItinerarioAd anello: interario CAI 956 da Acquaviva fino alla vetta del Ruazzo; fuori sentiero attraverso la Valle di Sciro; sentiero non segnato fino alla vetta del Tuonaco; Sentiero CAI 955 fino ad Acquaviva
Distanza 10,2 km
Dislivello716 in salita; 695 in discesa
TempiCirca 6 ore (soste comprese)
NoteDa evitare in estate per esposizione al sole in lunghi tratti; presenti tratti fuori sentiero; pendenza impegnativa in alcuni settori
RistoriPresenti un paio nei pressi di Acquaviva (informarsi su aperture)
Come arrivareDa Maranola (fraz. di Formia) seguire la strada per il Redentore e poi le indicazioni per Acquaviva

Bellissima traversata tra tipici ambienti aurunci, l’anello del Ruazzo e del Tuonaco permette di unire tra loro i percorsi che portano alle rispettive vette mediante un interessante fuori sentiero che penetra nella Valle di Sciro, magnifico “deserto” di dune di roccia e di carsismo.

Strane creature lungo il cammino…

L’inizio dell’escursione avviene, come di consueto, da Acquaviva: per il sentiero 956 si sale per la vetta/sella del Mesole e verso il Fosso di Fabio. Gli elementi di interesse, com’è noto, in questo primo tratto sono molteplici e legati in gran parte proprio al carsismo: la spaventosa Ciauchella e l’antro del Fosso di Fabio sono un “must” di questa catena montuosa. Numerosi avvallamenti e piccoli inghiottitoi si intravedono qua e là. Talvolta può capitare di incontrare gruppi speleo alla ricerca di qualche anfratto da esplorare.

Altro aspetto di eccezionale bellezza, in questa prima parte di escursione, è la varietà vegetazionale: si passa dalla fitta lecceta a una foresta mista di carpini che, dopo il Mesole, si trasforma via via in una superba faggeta. Il tutto inframmezzato da alcuni tratti più assolati in cui si possono odorare e contemplare piccole praterie di salvia. In realtà, in questa stagione, la fanno più da padroni funghi e licheni all’assalto di tronchi e rami a terra. Unica grande assente, visto il periodo: la neve. Neanche una chiazza, niente di niente. Dopo la grande abbuffata di manto bianco di gennaio, ora ci si gode comunque questo semi-inedito paesaggio invernale, popolato qua e là di bucaneve (senza neve, appunto..) e crochi.

La Valle di Sciro – 1
La Valle di Sciro – 2

Dal Fosso di Fabio ci si tuffa nel fitto della foresta, per giungere sul crinale da cui lo sguardo spazia sul versante itrano e fondano, verso il Circeo e Ponza. Da qui inizia la ripida salita verso la vetta del Ruazzo, guadagnata la quale si gode di un panorama a 360°.

Una pausa e poi di nuovo in cammino: il nostro obiettivo ora è la distesa di onde di pietra che si trova, desolata e superba, sotto i nostri occhi: la Valle di Sciro. Da qui seguiamo dapprima la cresta sud del Ruazzo per poi puntare verso l’altopiano, attraversandolo interamente. Siamo fuori sentiero, sebbene non lontano dalla traccia (non segnata) che collega di fatto il Ruazzo al Tuonaco.

La Valle di Sciro è uno spettacolo da fiaba, un continuo corrugarsi di rocce e di terra, con sparute macchie di alberelli e arbusti semi-nascoste negli avvallamenti e nelle doline; effettuare un’escursione del genere in piena estate non dev’essere climaticamente piacevole, data la pressoché totale assenza di ombra! Le rocce talvolta custodiscono inghiottitoi che, ad un “animale apogeo” come io sono, quasi incutono un certo timore.

Dalla vetta del Tuonaco

Di pietra in pietra, di dolina in dolina, ci si collega alla traccia che risale verso la vetta del Tuonaco: un altro breve ma intenso tratto in considerevole pendenza, che conduce a uno dei picchi più panoramici in assoluto, una vera e propria balconata su Gaeta e su tutto ciò che, monti, mare, cielo, la circonda. Lungo il sentiero 955, ci si incammina su un tratto di cresta, che passa per la bellissima neviera del Tuonaco; la discesa verso Piano Terruto è impegnativa, resa disagevole da un fondo molto scosceso: occorre fare molta attenzione a non inciampare e a non sollecitare troppo le proprie articolazioni, usando i bastoncini da escursionismo.

La neviera del Tuonaco

Una volta giunti a Piano Terruto, c’è ancora un bel tratto da percorrere prima di chiudere l’anello e ritrovarsi ad Acquaviva; però, il tragitto segue ora quasi fedelmente l’isoipsa, con lievi saliscendi. Dopo il primo tratto completamente assolato, ci si ritrova nella gradevole foresta di lecci che, con le sue anse ombrose, ci riporta al punto di partenza.

Escursione bellissima e molto varia, che richiede comunque un certo allenamento, dati la lunghezza e i continui saliscendi, che vanno ad incidere sullo sviluppo totale del dislivello. Da evitare la stagione calda per le lunghe porzioni di cammino completamente esposte al sole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.