Alla scoperta della dimora di Diana

Il “briefing” inziale di Antonio alla partenza

«Mi dispiace, per voi sarà un po’ ripetitivo, chissà quante volte ci siete andati!»

Già, siamo tornati praticamente a casa nostra. Per l’ennesima volta. E per l’ennesima volta abbiamo respirato e goduto a pieni polmoni dell’aria pura che scende dai monti, si mischia al respiro delle sughere e dei lecci e si unisce al rombo del mare.

Del resto, la mia risposta a Debora era stata di per sé eloquente: «Sono sicuro che scopriremo anche stavolta tante cose nuove!»

E così è stato: una giornata con il Family CAI di Cassino e con il TAM del CAI di Esperia, insieme ad alcuni ragazzi della Sezione CAI di Latina e la magia non ha tardato a manifestarsi.

I racconti di Antonio del TAM (che lui ama definire, vista la “location”, Tutela Ambiente Marino!) non hanno tardato a rapire grandi e piccoli, tutte le varie famiglie presenti. Certo, nonostante il fastidio di indossare, seppur doverosamente e diligentemente, le mascherine, le stesse non ci hanno impedito di respirare a pieni polmoni il profumo del bosco e della macchia mediterranea e, poi, quello di un mare particolarmente agitato e spettacolare. L’ingresso nell’area archeologica, nel perimetro di quella che era l’immensa villa del prefetto di Giulio Cesare, il formiano Mamurra, ha rappresentato per me l’occasione di osservare la meraviglia sugli occhi di chi quella meraviglia non l’aveva mai visitata, né si immaginava neanche esistesse. Ché poi, se la vogliamo dire tutta, il connubio tra bosco, mare ed archeologia è reso speciale dall’alone di magia che circonda questo luogo unico: siamo sul promontorio che trae il suo nome da Giano, il dio bifronte; anzi, più precisamente, questa era la dimora della sua dimensione femminile, quella Diana che, come divinità primigenia di queste terre antichissime, presiedeva non solo alla caccia come comunemente si crede, ma benediceva la Terra con la fertilità donandole abbondanza, e custodiva le ricchezze della Natura e le bellezze del Firmamento.

Magia nel Bosco di Diana
Il rombo del Golfo
Al lavoro per ripulire ciò che il mare, giustamente, ci restituisce
E’ tempo di sfrenarsi al Parco Sospeso!

L’allegro corteo di bambini e di adulti ha poi ammirato da vicino il ruggire del mare, lungo il percorso costiero che, sulle rocce della scogliera, giunge al Porticciolo Romano, in realtà peschiera della villa di Mamurra.

Qui, il Family CAI di Cassino è riuscito, nel pieno rispetto del distanziamento, a creare un gioco… dall’immondizia, facendo interagire tra loro grandi e piccoli: tutti i rifiuti trasportati sulla spiaggetta dal mare sono stati raccolti e diversificati, per poi essere il giorno dopo raccolti già differenziati. Già, perché la differenza la possiamo fare solo noi, cercando di evitare sprechi, rispettando tutto ciò che ci circonda e, appunto, differenziando i rifiuti.

La pausa pranzo all’area di sosta presso l’info point è stata poi, naturalmente, seguita dalle “acrobazie” al Parco Sospeso, sapientemente sorvegliate e messe in sicurezza da Claudia e dall’Associazione “Gli Equilibri Naturali”.

Già, si può passare una giornata stupenda e fare tante, tante nuove scoperte anche “a casa nostra”.

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