Al Convento di San Domenico

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Via dei Cinque Ponti

Caratteristiche – Un bosco di castagni in autunno può essere davvero un incanto per i bambini: la mini-escursione tra Roccamonfina e il convento di San Domenico si sviluppa dal centro storico del paese e raggiunge la chiesa proprio attraverso il margine della foresta di castagni che ricopre splendidamente l’antico vulcano. La magia è assicurata per i piccoli escursionisti: i ricci, le foglie secche di vari colori, le castagne “superstiti” dopo la raccolta, i tronchi contorti, le antiche costruzioni tradizionali riprodotte in pietra lavica… ogni passo è una scoperta entusiasmante!

Si tratta di una passeggiata che parte da Piazza Amore e che, attraverso la pittoresca Via dei Cinque Ponti, risale su strada rurale verso il margine del castagneto: successivamente su comodo sentiero e poi di nuovo su stradina rurale, si raggiunge in breve il Convento di San Domenico.

Escursione turistica, senza alcuna difficoltà, la cui brevità la rende molto adatta anche a famiglie con bambini e a persone non abituate a praticare assiduamente l’escursionismo. In circa tre ore o poco più è possibile percorrere tutto il tragitto a/r, includendo anche pause e giochi. Il percorso è lungo circa 1,4 km. Dislivello: irrisorio. 

Come arrivare – L’escursione ha inizio esattamente da Piazza Amore, il centro di Roccamonfina, facilmente raggiungibile mediante la SP 14.

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Il castagneto in autunno

L’escursione – Per l’occasione abbiamo usufruito della gradevole e competente presenza di Debora, guida dell’Associazione Work in Progress, molto attiva all’interno del Parco, che ci ha descritto varie caratteristiche tipiche del paese e dell’area protetta (di cui il paese stesso è il cuore). Di origini antichissime, l’attuale impianto urbanistico del paese ricalca la cinta muraria che lo fortificava. Abbiamo attraversato Via dei Cinque Ponti, molto caratteristica: la denominazione deriva dalla presenza dei ponti (oggi rimasti in quattro) che mettevano in comunicazione le case di famiglie benestanti (che si affacciavano su Piazza Amore) con i giardini retrostanti. Da qui la passeggiata è proseguita sulla principale Via Napoli per salire immediatamente verso i margini del paese (e del bosco), dapprima su strada rurale asfaltata. Quest’ultima si è trasformata in breve in un suggestivo sentiero, tappezzato dalle foglie cadute dagli alberi e dai ricci aperti. 

ItinerarioDa Piazza Amore e Via Cinque Ponti e Via Napoli attraverso un tratto di bosco per il Convento
Lunghezza1,4 km
Dislivello20 m (da circa 630 a 650 m)
TempiUn'ora
Punti di ristoroPresenti numerosi in paese
Elementi di interesse per i bambiniIl bosco di castagni; i pagliari
Possibilità uso passegginoSì, tranne la parte centrale

Debora ci ha illustrato l’importanza fondamentale rivestita dalla coltivazione della castagna in tutta l’area, e i problemi causati dal parassita che ultimamente ha colpito l’albero, con gravissimi danni di tipo ambientale ed economico.

Proseguendo, ci si è imbattuti nei “pagliari”, antiche costruzioni in pietra, ripario dei contadini, ma anche magazzino rudimentale e, sicuramente, in tempi tragici, rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale. La cosa affascinante, forse perché noi non vi siamo abituati, è il colore scuro, caldo, della pietra utilizzata. In effetti, si tratta di pietra lavica, e di uno scenario modellato sapientemente dalle forze immani di questo imponente vulcano nel corso dei millenni.

In breve si raggiunge la piazza antistante il Convento, non prima di aver fotografato un vecchio tronco di castagno, e di avere giocato al suo interno, approfittando della sua conformazione contorta e delle sue “finestrelle”.

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Un “pagliaro”

Il Convento, imponente, non è purtroppo visitabile: costruzione austera, comincia a manifestare gli impietosi segni del disuso. Risalente al XVII sec., era un po’ un contraltare rispetto alla francescana S. Maria dei Lattani, Santuario popolarissimo nella zona.

Siamo rientrati poi con tutta calma in Piazza Amore. Un’escursione finalizzata a conoscere un po’ meglio la zona (ed in questo l’apporto di Debora e di Work in Progress è stato validissimo), e a trascorrere una mattinata nella natura con i bambini, che si sono divertiti un mondo, a testimoniare l’obiettivo pienamente raggiunto.

Era prevista pioggia. La prima goccia, da un cielo divenuto improvvisamente plumbeo, è caduta mentre aprivo la portiera della macchina per il ritorno: meglio di così…

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