25 aprile alla Camosciara

Benvenuti alla Camosciara!

La Camosciara è uno di quei luoghi che mi hanno lasciato a bocca aperta quando ero bambino, e che bramavo di rivisitare quanto più spesso possibile: le cascate, il bosco, il nome che mi faceva sognare di vederli davvero, i camosci, l’atmosfera della gita in famiglia… tutte cose che mi sono rimaste dentro e che ora rivivo nei miei bambini.

Anzi, rispetto ad allora, le cose sono anche migliorate: una volta si poteva giungere al piazzale superiore con l’auto, generando comunque caos e inquinamento fin nel cuore di un’area integrale. Oggi invece, la confusione rimane confinata giù, all’area attrezzata, dove è comunque possibile trovare il proprio posto in tranquillità e passare una giornata all’aperto.

Il trenino, le biciclette, il calesse, oppure… gli scarponi: ce ne sono vari di modi per arrivare fino al piazzale superiore, dove il piccolo ristoro accoglie i visitatori prima che si incamminino verso le bellissime cascate, sempre piacevoli da vedere di nuovo.

Verso le cascate nel bosco
La cascata alla fine del percorso

Si può godere con lentezza del suono e della vista del ruscello lungo la strada, degli odori della foresta intorno, dei suoni degli uccelli. La folla del 25 aprile non turba l’armonia del posto, nonostante in molti non rispettino la staccionata di fine sentiero, desiderosi di farsi una foto a contatto con l’acqua, senza minimamente considerare la sacralità del luogo e la sua fragilità; o forse cercano la pietra giusta su cui scivolare per essere trascinati giù dall’acqua, chissà?

Ma queste considerazioni sono secondarie e marginali: la Camosciara regala felicità ai bambini, impegnati in quella che per loro è una vera e propria escursione, esplorazione, scoperta, gioia. Alla prossima volta!

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