L’anello del Fammera

L’arrivo in vetta

La salita al Fammera da Valle Gaetana è un’escursione molto piacevole e divertente, che inizia come una semplice passeggiata, per poi trasformarsi in una delle salite più ripide dell’intera catena aurunca. Se poi i cammino viene effettuato dai gruppi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di quello di Latina (con partecipazione però anche di ragazzi appartenenti ad altre sezioni del Basso Lazio), ecco che il tutto prende la piega dell’avventura e della sorpresa.

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Passo dei Monaci

Neve e chiazze d’erba a Passo dei Monaci

Il toponimo “Passo dei Monaci” ha un grande potere evocativo; senz’altro, non si tratta di un nome casuale, anzi. Il valico, che si trova ai piedi del grande bastione del Monte Meta, in corrispondenza di un grande masso che fa da confluenza al confine tra Abruzzo, Lazio e Molise, all’interno del Parco Nazionale omonimo, sorge sull’antico sentiero che poneva in comunicazione due importantissimi monasteri: l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, in territorio molisano, e Montecassino. Immaginiamo quindi nei secoli scorsi l’andirivieni dei monaci e dei mercanti per questa importante via di comunicazione, che di fatto poneva in contatto il versante tirrenico con quello adriatico.

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Dagli Appennini al Golfo

L’inverno è una stagione strana. Bella, bellissima, ma strana. E, a volte, può essere molto difficile. E’ difficile, infatti, per chi ama la montagna e ciaspolare, fare i conti con una stagione che può davvero lasciarti poche “finestre” per godere di queste tue passioni: talvolta per il maltempo, che scoraggia le uscite o le vieta addirittura; talaltra per malanni in famiglia (perché può ben capitare che ci si palleggi il virus più in voga e si rimanga sprangati in casa, magari durante l’unico weekend decente tra tanti di brutto tempo!); e, ancora, per immancabili impegni di vario genere… Tutto questo può ben portare a delle vere e proprie crisi di astinenza da montagna, con malumori e “depressioni” da “terre basse piovose”.

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Monte Orso

Verso la vetta nella nebbia

Su Monte Orso ero stato molti anni fa, direttamente da Itri e accompagnato da un folto gruppo di persone, su sentiero non segnato; stavolta, invece, in un gruppetto di due adulti e un bambino (con passo già praticamente da adulto), siamo saliti dalla Valle di Itri per il sentiero ufficiale del Parco dei Monti Aurunci/CAI n. 917. A dire il vero, non siamo stati molto fortunati: ricordo, di quella mia prima ascesa a Monte Orso, una veduta mozzafiato su Gaeta e il suo Golfo e l’incombere del cammino su Itri. Stavolta, l’escursione è avvenuta quasi interamente attraverso nubi che hanno assunto la fisionomia di vera e propria nebbia, precludendoci totalmente qualsiasi possibilità di godere del panorama; tuttavia, incedere quasi nell’ignoto è stato a suo modo estremamente suggestivo.

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